Barbera, tripletta, Catania. In autunno la Primavera

Barbera, tripletta, Catania. In autunno la Primavera

 

Succede di ricordare anche nei sogni. La memoria si impossessa del sonno, lo avvolge e non lo libera fino al risveglio, quando quasi si crede di aver rivissuto davvero quei momenti di un passato lontano.

 

Saranno invasi dalla stessa strana sensazione tanti tifosi rosanero che oggi, 14 novembre, tornano con la mente a nove lunghi anni fa.

Stadio Renzo Barbera, 25.532 fortunati sugli spalti, tanto rosanero e un accenno di rossoazzurro: è il derby di Sicilia, un anno e otto mesi dopo l’umiliazione di quei quattro palloni dentro la porta di Amelia: Ledesma, Morimoto, Mascara, Paolucci.

Si trascina l’eco dell’urlo di gioia degli avversari e ancora brucia la ferita d’incredulità dei palermitani sportivamente umiliati. 

 

Ma è diverso. Il passato è passato. Dimenticare e procedere: palla a El Flaco, il magro. Che insomma, sì, Palermo lo aveva già compreso, si stava a piccoli passi realizzando di essere spettatori di un giocatore diverso dagli altri. E però soltanto dopo quel pomeriggio assolato di mezzo autunno si scoprì la primavera.

 

34 minuti dopo il primo fischio, Balzaretti sventaglia al centro, Pastore all’altezza del dischetto incorna. Andùjar può solo guardare.

47 sull’orologio, Miccoli serve dalla lunetta, el Flaco raccoglie e spara rasoterra centrale.

Andùjar ci prova, sbaglia, e alla fine può soltanto guardare.

5 minuti al novantesimo, contropiede rosa, Maccarone trova il fondo e la mette al centro dell’area: Pastore calibra il mancino e… Andùjar può solo guardare.

 

Tripletta. Al Barbera. Contro il Catania. Consacrazione.