Barba e capelli: Al peggio non c'è fine

Tifo da social: ''La partita più brutta''. Incubo petardi. ''Scappato per salvare un bimbo''

Barba e capelli: Al peggio non c'è fine

“Palermo – Lazio 0-3, conciati per bene: barba, capelli e shampoo”, scrive Sabino che la mette sull’ironia, anche se da ridere c’è ben poco. La classifica sembra quasi una sentenza, la serie di risultati negativi non si arresta. “È proprio vero – pensa Enzo – al peggio non c’è mai fine”. Per Ciccio “la più brutta partita di quest’anno” e per il fedelissimo Totò “stasera è la prima volta che vado via dallo stadio prima che finisca la partita”. Ma il più severo è Angelo: “Ho sempre tifato Palermo – scrive –, sempre sostenuto squadra e dirigenza, anche nell’anno della retrocessione. Ma lo dico onestamente, quest’anno sono riusciti nell’impresa di farmi disinnamorare della squadra per la quale ho sempre tenuto fino all’esagerazione”.
È chiaro, è molto difficile trovare un commento positivo, soprattutto quando hai perso con la Lazio 3-0, giocherai con la Juventus e sai che una città è ferita dai risultati. In ogni caso Accursio è critico anche per le accese contestazioni: “Lì sotto – scrive a margine di una foto pubblicata su Facebook che ritrae una tribuna dello stadio – a pochi metri da noi, c’è un papà e il suo bambino. Dopo l’ennesimo botto e l’ennesimo petardo esploso, quel bimbo piange a dirotto. Nessuno lo chiami tifo”. E Mario sembra fargli eco: “Capisco la rabbia di un popolo deluso, ma andare via da uno stadio per salvare un bambino dalla paura per le bombe carta è la peggiore sconfitta che una persona che come me crede nello sport possa provare”. Poi c’è Claudio che vuole aprire una “piccola parentesi: io non posso entrare la bottiglietta d’acqua, ma certi ‘’tifosi’’ riescono ad entrare i petardi?”. Insomma la situazione non è delle più semplici. Soprattutto quando come dice Ivan: “L'unica soddisfazione della partita era in fuorigioco...”.

 

Foto di Pasquale Ponente.