Bagni puzzolenti, prepartita infuocato e traffico, valgono ugualmente un posto in prima fila al Barbera

Pre-partita infuocato (o quasi). Tra le bancarelle degli ambulanti fa capolinea una camionetta di vigili urbani, vogliono fare multe e, se è il caso, sequestrare merce. Un venditore di bibite prende una bottiglia di benzina, scorta per il suo generatore di corrente, e minaccia di darsi fuoco. Attorno ai "contendenti" si assiepano centinaia di ultras. Poi tutto rientra. Il venditore torna al suo lavoro e il pre-partita dei tifosi palermitani può continuare, tra bibite gassate e panini con panelle e crocchè. L'abbraccio del Barbera. Poco più di 22000 tifosi non è di certo un record di presenze, ma il pubblico del Renzo Barbera è caloroso come sempre e fa per tre. Tifo scatenato e appassionato dal primo all'ultimo minuto. L'urlo liberatorio, quello del gol, è un tripudio, un premio alla fede dei sostenitori, è di quelli che non si dimentica, quello che fa vibrare le coronarie quasi a farle scoppiare e che per sempre ti resta nel cuore. All'uscita dello stadio il "villaggio gastronomico" di via De Gasperi continua, tra tifosi festanti e bandiere che sventolano. Un brindisi ai tre punti, litri e litri di birra bevuti; e tra le auto imbottigliate nel traffico, "tutto il calcio minuto per minuto e Roberto Gueli ci ricordano che il Palermo ha vinto e convinto. Sarà dura dormire. Stefano Sorrentino. Due parate che sono meglio di due gol. Stefano è motivato, il suo posto non è più in discussione. E' lui il "numero uno" e lo dimostra subito, con due interventi da grande campione. L'età è solo un fatto anagrafico. Lui ha l'istinto di un ragazzino e la grinta di un grande capitano. Aleksandar Trajkovski. Perché un giocatore così parte dalla panchina? Veloce, possente, bravo a saltare l'uomo, gran tiro, ottimi piedi... Non è una prima punta, ma il suo ingresso in campo fa guadagnare 20 metri al baricentro del Palermo. Un cambio netto nell'economia del gioco, uno scacco di Iachini su Gasperini che alla fine si rivelerà matto. Grande acquisto. I bagni del Barbera. Sono anni che è così e forse non ci si lamenta più perché ormai ci si è abituati, ma il Barbera non brilla per la qualità dei servizi offerti ai suoi ospiti. Bagni fatiscenti, da terzo mondo. Prefabbricati che hanno fatto il loro tempo, con porte rotte, pavimenti pericolanti e puzza insopportabile. E se sei donna puoi fartela addosso. I wc femminili esistono, ma sono regolarmente occupati da maschietti incontinenti. La gente che va via prima del fischio finale. Se chiedi spiegazioni ti rispondono "c'è ciaffico" e il primo pensiero che ti viene in mente è che lo zio di Johnny Stecchino non aveva tutti i torti. Ma poi dici fra te e te: ma che tifoso è uno che sullo zero a zero rinuncia agli ultimi cinque minuti di partita per evitare di rimanere imbottigliato nel traffico? E allora arrivi alla conclusione che questa gente non ha la tua stessa passione. Ieri è successo di nuovo: centinaia di persone hanno abbandonato lo stadio prima che Irrati decretasse la fine. Il gol di El Kaoutari è probabilmente la giusta punizione. Fiducia. Fino alla fine. Altrimenti c'è la payperview. Divano comodo, televisore 42 pollici e soprattutto niente "ciaffico".

Michele Sardo