'Ascledum Rigoni', qualità garantite
Il centrocampista è diventato un tormento per le difese avversarie. Il sogno azzurro non è ancora tramontato.
Luca Rigoni non smette di stupire per continuità di rendimento e prolificità. Iachini è un padre putativo per il mediano, alla quarta esperienza insieme dopo Vicenza, Piacenza e Chievo. Parentesi che hanno consegnato al tecnico la chiave di lettura migliore di Rigoni, trasformato in interno con killer instinct.
E dire che la partenza dell'avventura rosanero non era stata delle migliori: un inizio da regista, difficile, prima di spiccare il volo nella nuova collocazione studiata dall'allenatore. Questione di centimetri, gli stessi che avrebbero segnato il destino di Iachini se il pallone calciato da Rigoni non si fosse spento alle spalle di Bardi del Chievo (ricordate?), in un Palermo in grado di vincere sin lì una sola volta in otto giornate nella passata stagione. Quella parabola decretò la prima di nove gioie stagionali per il centrocampista.
Rigoni continua a stupire e non vuole abbandonare il sogno azzurro. La voglia con cui ha affrontato il primo impegno ufficiale mettendo lo zampino nella vittoria contro l'Avellino ne è la dimostrazione. Del resto, Luca ha dimostrato di migliorare costantemente con il passare degli anni, un po' come l'Ascledum della sua Schio, terra accompagnata dall'ottima fama nella produzione dei vini. Iachini e "Ascledum Rigoni", il cocktail perfetto per inebriare il popolo rosanero.
Redazione