Addio a Barbana, con tanti ricordi. Il "gioco corto" di Viciani e la finale di Coppa persa ai rigori

Tanti diranno: "E' morto un certo Barbana, un ex giocatore del Palermo degli anni '70"... Per molti, invece è morto Giorgio Barbana, un attaccante in rosanero che per tre stagioni fu molto amato dal pubblico che affollava gli spalti della "Favorita". Arrivò a Palermo quando l'allenatore era Viciani, il profeta del "gioco corto", che non accettò del tutto questo attaccante veloce e amante del dribbling, perché per lui esisteva solo il "collettivo". Ma il Palermo di Barbana e Viciani dette filo da torcere a tante grandi, soprattutto nella stagione '73/74, quella della finale di Coppa Italia Palermo-Bologna a Roma. Per arrivare a giocarsela, i rosa di serie B eliminarono squadre come Fiorentina, Juventus e Lazio, e quando l'arbitro,  l'ineffabile signor Gonella pilotò il risultato della gara fino ai rigori, Barbana il suo lo mise dentro. Poi sbagliarono Vullo e Favalli. Parlando ancora  di Barbana, c'è ancora un episodio che merita di essere ricordato, quando in un Palermo-Brindisi del novembre '73, all'89' venne colpito con una ginocchiata, a gioco fermo, dal portiere pugliese Di Vincenzo  che gli costò parecchie lesioni. Ne conseguì un'invasione di campo, quando il risultato era 1-0 su gol dello stesso Barbana. La vittoria  venne tramutata, a tavolino,  in un punitivo 0-2 per il Brindisi. Un episodio lieto, invece, lo vide protagonista nel '75, in un Palermo-Como, con i lombardi imbattuti da 5 giornate. In zona Cesarini, Barbana, mise dentro il gol dell'1-0, su punizione pennellata da Sandro Vanello. Le cronache ricordano che il pubblico andò in delirio e, per cinque minuti, venne scandito il coro: "Serie A, serie A". La gente non voleva andare via dallo stadio, fino a quando  Barbana non  fece un giro di campo trionfale. Questo è il Barbana che parecchi tifosi, coi capelli grigi, per sempre ricorderanno. Addio Giorgio. (p.m.)