Accordo ratificato, ma Zamparini non esce di scena
L'ex presidente rimarrà in veste di consigliere, con un'influenza decisionale ancora molto determinante
L'attesa è finita, più o meno.
Quando tutto lasciava ormai presuppore ad una quasi certa rottura tra Maurizio Zamparini e Paul Baccaglini, ieri, intorno all'ora di pranzo, è uscito il tanto desiderato comunicato che sanciva l'accordo tra le due parti. In realtà, non si può ancora parlare di closing, ma con l'accordo ratificato ieri, alle condizioni stabilite a febbraio, la chiusura della trattativa (prevista per la fine del mese) risulta ormai una mera formalità.
E adesso? Da qui alla conclusione dell'operazione assisteremo a 9 giorni di cogestione, forzata a detta di alcuni, con Paul Baccaglini che, almeno per quanto concerne la gestione tecnica e sportiva della squadra, farà ancora affidamento al suo predecessore. Maurizio Zamparini, infatti, pur non ricoprendo nessuna carica ufficiale all'interno della società, rimarrà in veste di consigliere del presidente. Una scelta voluta soprattutto dai soci di Baccaglini, per il bene del Palermo perché «Paul non capisce ancora nulla di calcio [...] ma non mi interessa che esca ancora il mio nome. Se ci sarà, però, per Palermo può essere solo una certezza. Perché altrimenti ci sarebbe solo il vuoto».
Al di là di questo improvviso spirito nobile, dalle dichiarazioni rilasciate ultimamente da Zamparini si evince che è ancora presto per assistere alla sua definitiva uscita di scena. La sua influenza continuerà ad essere determinante nelle strategie del Palermo, per questo non c'è da sorprendersi se alla fine anche lo stesso Baccaglini ha condiviso la decisione di affidare la panchina a Bruno Tedino, allenatore proposto esclusivamente da Zamparini, su consulenza dell'amico Gianni Di Marzio. E non c'è nemmeno da stupirsi se nelle varie interviste concesse dopo aver ratificato l'accordo per la cessione, il patron friulano parla di calciomercato, più in uscita che in entrata: «Pezzella va ad Udine e Gonzalez a Bologna, anche Bruno Henrique va via, è già stato ceduto al Palmeiras. [...] Per Pezzella provo dispiacere, perché mi ha mandato un'email pregandomi di lasciarlo andare». E i tifosi non storcano il naso qualora il neo presidente dovesse accettare i consigli di Zamparini anche per la scelta del nuovo direttore sportivo.
Una convivenza obbligata dunque, tra due persone che nelle ultimo mese hanno operato in maniera diametralmente opposta: se, da un lato, Baccaglini ha ripetutamente predicato calma, avvalendosi del patto di riservatezza al fine di condurre in porto l'operazione, Zamparini non ha mai perso occasione per dire la sua. Al neo presidente, per il momento, non resta che abbozzare, per non compromettere l'affare. Dal primo di luglio si potranno iniziare a tirare le somme, verificando se e come nascerà il nuovo Palermo, differente per metodi e strategie.
Redazione