Inzaghi: «Voglio diventare il Gasperini di Palermo. Qui sono felice, ci sono tutti i presupposti per aprire un ciclo importante»
Il tecnico del Palermo, Filippo Inzaghi, esterna tutto il suo entusiasmo per l'avventura intrapresa alla guida della squadra rosanero targata CFG
Emozione, passione e voglia di conquistare qualcosa di davvero importante. Mister Pippo Inzaghi non si nasconde riguardo alle ambizioni personali e di squadra, alla guida del Palermo. Un viaggio intrapreso questa estate, fortemente voluto dalla società rosanero, che ha deciso di puntare sull'ex tecnico del Pisa, che proprio con il club toscano ha conquistato la promozione in Serie A nella passata stagione.
L'allenatore di Piacenza si racconta senza filtri, in merito alla sua voglia di voler bene figurare in questa sua nuova esperienza alla guida della squadra rosanero, che lo stesso tecnico definisce un'opportunità importante per la sua carriera da allenatore.
“Speravo si potesse partire così. La strada è ancora lunga, ma la squadra sta acquisendo credibilità. Il gruppo c’è, lo stadio sempre pieno è un motivo di grande soddisfazione. È chiaro che ci sono ancora grandi margini di miglioramento, ma se al primo giorno di ritiro vi avessero detto che adesso avrei fatto questo percorso, sarei stato felice. Essere imbattutti ed essere la migliore difesa dopo sole sette giornate può significare poco” - ha dichiarato al "Giornale di Sicilia".
"Ci sono tutti i presupposti per aprire un ciclo importante - così tra le colonne del "Corriere dello Sport" - ma prima bisogna domare le onde insidiose della Serie B. Aspettative? Se alleni a Palermo con 30.000 persone fisse allo stadio, è naturale che ci siano grandi aspettative. Ma è un fattore che deve diventare positivo. Un seguito così non ce l’ha nessuno, e non parlo solo delle presenze al Barbera. C’è un’intera città che vive per la squadra e milioni di palermitani nel mondo che ci seguono. È una fortuna da sfruttare".
Il tecnico rosanero, sempre al "Corriere dello Sport", si è anche espresso sui singoli, in particolare su Palumbo e Ranocchia, tra i due più tecnici in seno alla rosa, senza poi trascurare l'importante perdita di Bani per infortunio: "Credo di essere un allenatore che cerca di capire le caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione. È chiaro che non puoi comprare tutti quelli che hai in testa. Il mio Palermo fa un calcio fisico ma con qualità, perché ho giocatori che sanno unire forza e talento. Se Palumbo fosse arrivato un mese prima in ritiro, avrebbe sempre giocato: lui e Ranocchia hanno caratteristiche uniche, non solo tecniche ma anche mentali, sanno correre e aiutare la squadra. Cerchiamo di unire entrambi gli aspetti. Bani? E' insostituibile per caratteristiche, ma a La Spezia abbiamo vinto anche senza di lui e senza Ceccaroni. Alla squadra ho detto che ogni assenza può trasformarsi in un’opportunità. Peda ha dimostrato di avere personalità e adesso abbiamo anche Bereszynski. Mattia tornerà presto, non sono preoccupato".
Da ex attaccante, di goleador se ne intende e come. Inzaghi si è espresso alla "Gazzetta dello Sport" su Pohjanpalo e Brunori, i suoi due assi nel reparto offensivo: "Pohjanpalo? Uno così forte non lo scopro certo io. Dà sempre il massimo e trascina tutti, è un esempio". L’allenatore rosanero ha poi ricordato, sorridendo, un aneddoto con il finlandese: "Mi ha confessato di avermi odiato per i gol al Liverpool, la squadra per la quale simpatizza. Mi farò perdonare facendolo giocare sempre nel Palermo!". Piena fiducia, poi, sul capitano, che Inzaghi ritiene un vero leader: "Gli hanno annullato due gol, sta facendo bene. Sa che devo scegliere i titolari, ma è un capitano vero e quando non gioca trascina la squadra. Capitava anche a me di star fuori” - aggiunge - “Se uno sta fuori e non rosica, non deve fare questo mestiere".
Parole anche per la casa madre Manchester City, con la quale il tecnico ha continui scambi di opinioni e confronto. Un mondo, quello del CFG che Inzaghi ha imparato a vivere immediatamente, appena ricevuta la prima chiamata da allenatore del Palermo. Il tecnico ha raccontato a Nicola Binda, per la rosea, il suo rapporto con il mondo City e Guardiola: "Il legame con il Manchester City è gratificante. Ho confronti settimanali, scambio di idee e opinioni, è molto stimolante. Spero di restare a lungo in un gruppo così, dopo tanti cambi… Guardiola mi ha colpito quando ha raccontato che, malgrado l’annata difficile, non l’hanno mai messo in discussione. Haaland? È venuto a salutarmi e mi ha regalato la maglia per mio figlio. Giocava con scarpe a sei, poteva farlo in ciabatte, invece voleva segnare anche a noi: questa è mentalità".
Nessun dubbio, infine, sul suo futuro: "Spero di essere all’altezza, diventare il Gasperini del Palermo e godermelo fino in fondo, perché qui c’è tutto".
Redazione