Tante domande in sospeso ma Zamparini non risponde
Calciomercato, cessione societaria, gestione nel prossimo futuro. In attesa di risposte.
Non sono pochi i tifosi che non vogliono più sentire parole, rivelazioni, previsioni, lamentele del patron rosanero Maurizio Zamparini. Qualcuno arriva a criticare la stampa, rea di dargli voce intervistandolo (e sempre con le domande sbagliate); qualcun altro che della stampa fa parte, invece, si elogia perché “io è da un pezzo che non lo interpello” (l’automagnificazione, che bellezza).
Stanchi delle promesse, delle lacrime di coccodrillo, delle frasi pungenti rivolte proprio alla piazza che tanto lo ha glorificato al tempo in cui il Palermo faceva paura alle grandi d’Italia.
BLITZ DI ZAMPARINI IN CITTÀ. GIAMMARVA OGGI A BOLOGNA
La nostra redazione, al contrario, riconoscendone il ruolo di proprietario e di “presidente esecutivo”, ha spesso contattato Maurizio Zamparini. Perché, al di là di ogni giudizio, è un fatto che ad oggi MZ sia il primo interlocutore nel club di viale del fante. Volenti o nolenti i tifosi e gli automagnificati colleghi.
Da qualche tempo, però, proviamo a sentire l’ex presidente senza successo. Ecco perché oggi poniamo delle domande che, ce lo auguriamo, arriveranno all’occhio e all’orecchio del patron per via indiretta.
Arrivati all’ultima settimana del mercato di riparazione, è indispensabile capire cosa sia lecito aspettarsi e cosa, invece, sia permesso escludere dalle ipotesi.
In primo luogo, il capitolo Nestorovski.
Sappiamo con certezza che in presenza di un’offerta stratosferica il macedone può partire subito.
Per caratura morale, leadership, presenza in zona gol e media realizzativa, non si può che sperare in una permanenza del capitano rosanero. Ma poniamo il caso in cui la super offerta arrivi e il numero 30 faccia le valigie: c’è un piano B? La società è pronta a sostituirlo? Ci sono nomi in agenda? E sono profili all’altezza? Se il bomber rosanero non dovesse partire, non sarebbe comunque necessario un altro intervento per rinforzare il reparto avanzato?
Ancora sul calciomercato: sfumato Callegari (prossimo al trasferimento a Genova, sponda rossoblu), non sarebbe utile fare uno sforzo per dare un vero regista a Tedino? Un playmaker di ruolo, dai piedi buoni e dalla spiccata visione di gioco, per colmare quella che è senza dubbio una lacuna dell’organico del Palermo?
E considerando la partenza di Thiago Cionek, pilastro della retroguardia, può essere considerato come un azzardo puntare tutto su Szyminski e Dawidowicz (nella sconfortante attesa di Rajkovic) e sull’incognita Fiore?
NESTOROVSKI NON BASTA, ATTACCO ROSA STERILE
Abbandonando le vicende legate alla “riparazione” della rosa, vorremmo chiedere al patron delucidazioni sulla/e trattativa/e per la cessione del club: in che misura, per esempio, l’offerta di Frank Cascio differisce da quella dell’ex presidente Baccaglini? Perché il tifo palermitano dovrebbe credere ancora una volta ai reiterati “siamo al lavoro”, “entro questa data lascio”, “ci sentiamo ogni giorno”, eccetera? Cosa è bene aspettarsi da qui a fine campionato? Qualcosa si muove?
Legata a doppio filo con il quesito sulla cessione societaria è la prossima domanda: se il Palermo dovesse restare nelle mani di Zamparini, e se la promozione venisse conquistata, quale sarebbe il criterio di gestione del club in Serie A? In dettaglio, cosa cambierebbe rispetto alla disastrosa ed umiliante annata dell’ultima retrocessione, stagione fin troppo buia e misteriosa, durante la quale le colpe della dirigenza sono state evidenti? Il proprietario del Palermo avrebbe la disponibilità per rendere competitiva la squadra (quantomeno per non ritrovarsi fra dodici mesi alla stregua del Benevento)?
Del resto, ciò che distingue una società seria da una improvvisata è la programmazione nel medio e nel lungo periodo. E la prima preoccupazione della piazza oggi è il destino di questi colori che, qualora uscissero indenni dalle aule del Tribunale di Palermo, meriterebbero una gestione il più distante possibile da quella degli ultimi anni.
Redazione