Pressione sui tecnici, zucche indigeste
Conferenze stampa, la dialettica degli allenatori riflette umori e pensieri del momento. In quel di Vinovo, dove si professa il dogma della calma dopo il Sassuolo, Allegri di certo non le manda a dire, ostentando sicurezza su una presunta precaria panchina: " Io non mi sento in bilico" . Lo slogan dell'ex milanista è assai chiaro. Per una rosa composta quest'anno da una maggioranza di giovani, l'allenatore esorcizza un ruolo da caprio espiatorio, scaricando così le tensioni a chi siede dietro una scrivania. Sorte diversa, ma non troppo, per Rudi Garcia. Il tecnico francese, apparso più disteso in volto (forse l'armistizio con i dirigenti è un'ipotesi concreta), si lascia trascinare dall'onda di entusiasmo senza però raggiungere nessun firmamento con le parole: "Per lo scudetto non ci siamo solo noi, c'è l'inter, il Napoli, ma soprattutto la Juve". E su Dzeko che segna poco, l'ex Lille regala parole al miele: "Lui presto sarà al massimo della condizione, ma già adesso è utile" . Effettivamente il bosniaco c'è anche quando non segna, sua la sponda per lo scatto al goal di Maicon nella partita contro l'Udinese.
Non è altrettanto comprensivo, invece, Mancini che lancia un teso segnale a Icardi: "Un attaccante quando non segna, cerca sempre scuse". L'argentino pare essersi sbloccato alla decima contro il Bologna, sua la rete della vittoria, ma nonostante il lievitato ingaggio, Icardi si è lamentato dei pochi palloni ricevuti. Capricci non graditi da parte di Mancini che chissà perchè fa i conti in tasca al sudamericano: " A Palermo ne ha ricevuti 4 di palloni..". Prime scintelle tra i due, per caso?
Insomma, ancora prima di entrare in campo, si serve qualche zucca indigesta in A..
Redazione