Il primo Palermo-Vicenza: la storia dei fratelli Bedendo
Questa sera, allo stadio "Renzo Barbera" andrà in scena la sfida tra Palermo e Vicenza, primo impegno ufficiale dei rosa valido per il secondo turno di Coppa Italia; tanti i precedenti fra le due squadre e i doppi ex del passato, e Giovanni Tarantino, nell'edizione odierna del Giornale di Sicilia, fa un salto nel tempo per ricordare uno degli scontri più interessanti fra le due compagini nella storia della coppa nazionale.
«Quando il Barbera non si chiamava Favorita, ma "Michele Marrone" (ufficiale dei bersaglieri in Spagna caduto a Saragozza per le ferite riportate durante la battaglia di Guadalajara), quando il Palermo giocava in giallorosso e non in rosanero (i colori municipali, così volle il fascismo). È a quei tempi che risale la prima storica sfida tra Palermo e Vicenza in Coppa Italia»; la storia di Tarantino risale alla partita del 26 dicembre 1938, caratterizzata anche dalla sfida tra due fratelli, Ferruccio e Eraldo Bedendo, il primo al Palermo e il secondo al Vicenza. Ferruccio era un difensore ed inziò la propria carriera al Rovigo, città natale dei due fratelli, per poi passare, dopo una parentesi piuttosto lunga al Catania, al Palermo. La sfida terminò 2-1 per i giallorossi palermitani allenati da un ungherese, Arpad Hajos, confermando lo straordinario periodo d'oro della scuola magiara durante gli anni della guerra; ungherese infatti era anche l'allenatore di quel Vicenza, ovvero Andràs Kuttik, e lo fu anche il successore di Hajos sulla panchina degli allora giallorossi, Armand Halmos.
Le cronache del tempo danno come formazione titolare Roggero, Rigotti, Bedendo, De Rosalia, Santillo, Rier, Celant, Ferrara, Baldinotti, Schiavetti e Pacini; gol iniziale di Marchetti per il Vicenza, pareggio dei padroni di casa con Rier e il gol vittoria fu di Gennaro Santillo, centromediano metodista che giocò al Palermo dal 1932 al '40, diventandone capitano e leggenda. Il pezzo di Tarantino si conclude con le parole di uno storico, Alessandro Lancellotti, che racconta del lieto fine della storia dei fratelli Bedendo, che l'anno successivo a quella partita finirono per giocare insieme proprio al Vicenza.
Redazione