Palermo, Mirri: «Sono pronto»

Palermo, Mirri: «Sono pronto»

«Diciamo basta alle colonizzazioni e agli avventurieri. È ora che noi palermitani ci diamo da fare».

Con questo urlo di orgoglio l’imprenditore palermitano Dario Mirri esordisce nella sua intervista a La Gazzetta dello Sport quest’oggi in edicola.

Colui che ha salvato il Palermo Calcio dal rigido inverno e l’unico che realmente negli ultimi mesi ha sacrificato energie economiche e personali per la causa rosanero: il tutto per amore dei colori del capoluogo siciliano.

 

Continua…

«Se la città lo vorrà, metterò tutto me stesso per costruire un progetto forte e concreto. Io sono pronto».

 

Sull’incontro con il sindaco Orlando.

«È stato un confronto sulla visione del sindaco riguardo ai criteri da cui dovrebbe ripartire una nuova società. Che sia io o un altro soggetto, non si può prescindere da garanzie economiche certe e da una programmazione su almeno tre anni. Penso sia importante recuperare il tessuto cittadino. È arrivato il momento di dire basta alle colonizzazioni, gente che vede il Palermo solo come fonte di speculazione senza pensare a un progetto che tenga conto dei tifosi e del futuro. Questo è il tempo in cui noi palermitani dobbiamo rimboccarci le maniche per dimostrare cosa sappiamo fare».

 

Potrebbe sostenere da solo la gestione del club?

«Per i primi tre anni sì. Fino alla Serie B ci arrivo. Poi, ci sarà la porta spalancata a investitori veri, autentici e credibili che abbiano risorse e capacità economiche tali anche da arrivare in Champions. Ritengo che aprire alla città con un azionariato popolare sarebbe un primo passo importante come hanno fatto a Parma. Io, se la città vorrà, sarò solamente un custode temporaneo di un bene assoluto e collettivo che è la squadra della nostra terra».

 

In conclusione, in un eventuale torneo di serie D reputa di possedere qualche credenziale in più?

«Sul piano morale, spero di sì. Perché vorrebbe dire che ci avrei rimesso economicamente e le mie motivazioni umane e imprenditoriali sarebbero più forti di ogni altro. Poi, ci sarà un bando con dei requisiti che dovranno essere attesi e rispettati senza pastoie di nessun tipo. Condivido con il sindaco nel dire basta agli avventurieri».

 

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