Palermo, assist dalla Cassazione: «Operazione Mepal non fittizia»

Palermo, assist dalla Cassazione: «Operazione Mepal non fittizia»

La Cassazione offre al Palermo un assist importante in vista della sentenza in secondo grado prevista per giovedì in Corte d'appello federale. Mentre la società rosanero aspetta il secondo verdetto in merito all'operazione Alyssa, per i giudici della Suprema corte il Tribunale del riesame di Caltanissetta ha evidenziato che non vi sono elementi obiettivi per ritenere "fittizia" l'operazione al centro della decisione di retrocedere i rosa in Serie C. 

 

Come scrive il Giornale di Sicilia, tutto questo è già stato sottolineato dalla Cassazione nelle motiviazioni del provvedimento che aveva ritenuto inammissibile il ricorso della Procura di Caltanissetta nell'inchiesta parallela sul Palermo, per la quale sono stati sanzionati il giudice fallimentare Giuseppe Sidoti e l'ex presidente dei rosa Giovanni Giammarva. Il riferimento è proprio legato all'operazione Alyssa: i pm del capoluogo siciliano infatti sostenevano che il passaggio di Mepal alla holding lussemburghese fosse un modo per creare credito fittizio al fine di gonfiare i conti del club e permettere l'iscrizione a tre campionati sportivi. Ma adesso, in riferimento all'inchiesta della Procura di Caltanissetta, emerge che la sesta sezione della Suprema corte ritiene infondatele ipotesi di fittizietà del credito del club rosanero nei confronti di Alyssa. 

 

Tutto ciò sarebbe dovuto al pagamento di una tranche di 4 milioni di debito, che secondo la Procura di Palermo partirebbe da un conto bancario intestato alla figlia di Zamparini, Greta«Oltre ai primi 4 milioni,  - continua il quotidiano locale - Alyssa ha poi saldato altre due rate (da 7,5 e 5,7 milioni) accollandosi debiti che il Palermo ha contratto nei confronti di Zamparini sotto forma di finanziamento soci o verso società facenti riferimento sempre all’imprenditore friulano. Tutto avvenne durante la presidenza Giammarva, che, nelle proprie memorie difensive presentate alla giustizia sportiva, aveva evidenziato anche come prima delle sue dimissioni il Cda avesse «stabilito di proteggere il credito Alyssacon un accantonamento di 5 milioni». Accantonamento che, «al momento della redazione e approvazione del bilancio chiuso al 30 giugno 2018, da parte di Daniela De Angeli, al tempo presidente del Cda, è stato eliminato».

 

La Cassazione si è pronunciata anche sulla garanzia posta da Gasda, società di proprietà della famiglia Zamparini. Per i giudici la garanzia fideiussioria dell'ex patron rosanero era tale da esporlo realmente alle pretese dei creditori del Palermo, non facendo sussistere quindi gli elementi per considerare "fittizio" il credito nei confronti della holding lussemburghese. Queste dichiarazioni potrebbero adesso diventare per la società rosanero un'arma fondamentale nella lotta contro la retrocessione in Serie C, avallata dagli organi di giustizia sportiva proprio per via di quel credito ritenuto da loro inesistente.

 

Tutto in mano alla Corte Federale d'Appello, che nella giornata di giovedì ospiterà l'udienza in secondo grado dove il Palermo si giocherà le sue ultime carte prima dell'apertura delle porte alla Covisoc prevista per lunedì prossimo. 


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