Marconi: «Non esagero, Palermo è la mia seconda casa»
Ivan Marconi è al suo terzo anno qui a Palermo. Dopo una promozione sta adesso vivendo la nuova era rosanero in Serie B per dimostrare ancora una volta di essere all'altezza grazie al suo impegno e sacrificio, esattamente come accaduto a Padova in quel salvataggio miracoloso. Ha parlato di questo e dell'obiettivo Serie A in un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport, da cui traspare evidente il gran legame con la città. Le sue parole:
“Non voglio esagerare dicendo che questa città è la mia seconda casa. Ma a Palermo di tanto in tanto trovo qualcuno che mi riconosce, un bambino che vuole una foto. E in due partite che ho giocato in casa ho visto cinquantamila persone. Al Nord nelle stesse situazioni me ne trovavo davanti tremila”.
IL "MIRACOLO" DI PADOVA
“Ho fatto solo il mio lavoro. Lo hanno chiamato miracolo, per me è stato istinto. Ho tirato la palla fuori della porta, mi hanno detto che ho colpito la traversa e io onestamente non me n’ero accorto. Poi ho visto i filmati ed effettivamente sì, non ero intervenuto come pensavo. Come si usa dire, mi ero immolato. Bene così”.
LA SERIE A
“Ci spero. Ma, come dice Galliani, la Serie A è un altro sport. Nel calcio esistono le categorie. Se ho sempre giocato dalla B in giù, vuol dire che la mia dimensione è questa. A trentadue anni non ho rimpianti. Ne avrei se non mi fossi impegnato. Non dico sempre, però di solito chi s’impegna riesce. I sacrifici spesso valgono più della bravura”.
Redazione