La giornalista Dolores Bevilacqua si racconta: "L'unico rinforzo del Palermo è Corini stesso"

L'Opinione in rosa - L'intervista alla giornalista palermitana per il nuovo appuntamento con la nostra rubrica

Torna la rubrica targata Rotocalcio.org, in cui di settimana in settimana diamo voce alle giornaliste e, più in generale, alle donne appassionate ai colori del Palermo. Nel nuovo appuntamento abbiamo scelto di intervistare la giornalista palermitana Dolores Bevilacqua, redattrice del giornale sportivo online Mediagol.it. La prima domanda rivolta a Dolores non poteva che essere sulla drammatica stagione vissuta dal Palermo e sulle residue chances di salvezza: "Penso di averle viste tutte, ma in casa del Palermo si riesce sempre a stupire! Dopo i vorticosi valzer in panchina della scorsa stagione, quest'anno si sente il presidente parlare di retrocessione quasi scontata quando ancora mancano diciannove giornate. Posso solo sperare, come mister Corini, che il pensiero di Zamparini volesse essere a suo modo uno stimolo per scuotere i giocatori e spronarli a reagire sul campo. Vorrei capire con un intero girone di ritorno, con una classifica così corta nelle retrovie, con un mercato di riparazione su cui intervenire, perché il presidente parli di barca che affonda e situazione difficile da recuperare. È indubbio che la rosa attuale debba essere puntellata e ricordo che Zamparini stesso aveva parlato di innesti necessari, innesti che "parlassero" italiano e fossero pronti per la Serie A, ma ad oggi vedo che l'unico vero rinforzo arrivato a Palermo è proprio Eugenio Corini, che ha gestito da grande professionista e, soprattutto, da grande uomo le ultime vicende. Ritengo che tra i giocatori oggi a disposizione del mister ci siano anche elementi di talento e che sul mercato non si debba cercare il "nome", ma il calciatore di esperienza, capace di portare sul campo quella malizia e quell'esperienza che mancano oggettivamente alla squadra oggi. È naturale che sia difficile fare affari a gennaio: quale società si priverebbe dei propri pezzi pregiati se si corre per un obiettivo che sia la qualificazione alle coppe piuttosto che la salvezza? Basterebbe, però, un mercato non troppo dispendioso, magari andando a pescare in serie b o tra i giocatori messi da parte dalle altre squadre perché meno "freschi", per completare un organico che, guidato col cuore e con la determinazione di Corini, potrebbe giocarsela serenamente per restare in Serie A". Una volta rotto il ghiaccio, la giornalista palermitana ci ha raccontato com'è nata la sua passione per i colori rosanero: "Ho avuto fin da piccola una passione per lo sport in generale e per il calcio in particolare e la mia prima grande "emozione da pallone" è arrivata con la vittoria dell'Italia ai mondiali dell'82. Per molti anni ho vissuto in giro per l'Italia, per via del lavoro di mio padre, e le notizie sul Palermo che sbarcavano in continente erano davvero poche, per cui ho potuto coltivare il mio amore per i colori rosanero solo quando siamo tornati finalmente a Palermo, in coincidenza con l'arrivo di Sensi a capo della società di via del Fante." Infine, Dolores ci ha parlato di come si è sviluppata la sua carriera da giornalista e, in particolar modo, la sua esperienza all'interno di una redazione importante come quella di Mediagol: "Passare da fruitrice di Mediagol a parte della redazione è stato tanto inaspettato quanto emozionante. La possibilità mi è stata data proprio dal direttore, William Anselmo, che mi ha vista per la prima volta nel 2011 ospite in una trasmissione locale mentre dicevo la mia sul Palermo. Naturalmente, capita ancora oggi, una donna che parla di calcio incuriosisce sempre un po', ma a suo dire ero stata molto equilibrata e "professionale" nell'esporre il mio pensiero, tanto che, complice la mia dizione priva di accento palermitano, aveva immaginato che fossi una giornalista di fuori. Circa un anno dopo è iniziata la mia collaborazione attiva, con l'inserimento in redazione e nei format radiofonici e televisivi. Certamente poter crescere all'interno di un gruppo di lavoro altamente professionale mi ha aiutato a bruciare le tappe. In particolare, la prima lezione di cui ho fatto tesoro è stata quella di saper scindere la passione per i colori rosanero dalla dimensione professionale: nel raccontare la cronaca, a meno che non si tratti di un articolo di opinione, è fondamentale restare fedeli ai fatti. Noi giornalisti dobbiamo fornire ai lettori una fotografia della situazione, lasciando libero ciascuno di maturare il proprio convincimento. Quindi direi che, in fin dei conti, la mia passione per il giornalismo è l'unica che riesce a far passare in secondo piano la mia passione rosanero." Di seguito, la photogallery della giornalista: [gallery type="slideshow" ids="34026,34033,34030,34028,34034,34027,34032,34029,34031"]