Giù le mani dagli arbitri. Si rischia fino a 16 anni di reclusione

Giù le mani dagli arbitri. Si rischia fino a 16 anni di reclusione

L’ondata crescente di violenze contro gli arbitri sportivi ha finalmente spinto le istituzioni a intervenire con fermezza. Dopo una stagione segnata da 648 episodi di aggressione, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che introduce nuove misure a tutela dei direttori di gara. Il cuore del provvedimento è l’estensione agli arbitri della protezione prevista per le forze dell’ordine: chi li aggredisce rischierà da due a sedici anni di carcere, a seconda della gravità delle lesioni, come previsto dall’articolo 583-quater del Codice Penale.

A dare l’annuncio è stato il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha voluto sottolineare l’importanza simbolica e concreta di questa misura, nata per rispondere a quella che ha definito una vera e propria “emergenza sociale”. «È una norma significativa – ha dichiarato – che riguarda tutte le figure tecniche e i soggetti impegnati a garantire la regolarità delle competizioni».

La novità è stata accolta con entusiasmo dall’Associazione Italiana Arbitri. Il presidente Antonio Zappi ha parlato di “legge storica” e di “grande gioia” per un traguardo raggiunto dopo mesi di impegno e sensibilizzazione: «Finalmente la tutela degli arbitri entra nel codice penale». Zappi ha anche ribadito l’importanza di affiancare alla repressione misure educative e formative, per prevenire la violenza alla radice.

Soddisfazione anche da parte del Coordinamento Nazionale degli Arbitri (SLC-CGIL), che ha definito il provvedimento «un passo avanti importante e atteso da tempo». I rappresentanti del sindacato, Duccio Baglioni e Giuseppe Fonisto, hanno auspicato che ora anche le istituzioni sportive facciano la loro parte, rendendo più severe le sanzioni interne e introducendo strumenti di prevenzione come le bodycam.

La speranza comune è che questa riforma lanci un messaggio chiaro e rappresenti un deterrente concreto per chi, finora, ha trasformato i campi sportivi in luoghi di violenza.