Giovani rosanero e cielo azzurro

C'era una volta un Palermo che si abbracciava forte e si voleva bene sotto il cielo azzurro di Berlino. La scriviamo un'altra favola?

Giovani rosanero e cielo azzurro

C'era una volta un Palermo che si abbracciava forte e si voleva tanto bene sotto il cielo azzurro di Berlino. Un Palermo italiano, un Palermo giovane e ambizioso, un Palermo costruito anno dopo anno, tassello dopo tassello dalla sagacia del direttore sportivo Rino Foschi. Una favola con quattro principi, Simone Barone, Andrea Barzagli, Fabio Grosso e Christian Zaccardo, e un cavaliere nero, Luca Toni, migrato a Firenze dopo 50 gol in due stagioni in maglia rosanero.
Una vita fa. In realtà, era solo il 2006. Sembra passato così tanto tempo perché al Palermo questa programmazione oculata sui giovani talenti italiani si è un po' persa per strada. Meno soldi, meno futuri campioni da svezzare. E all'estero, si sa, il giocatore "confezionato" costa meno.

Meglio un investimento mirato sul proprio settore giovanile con la speranza di costruire giocatori già pronti per la prima squadra. Le ultime tre stagioni hanno certificato il definitivo salto di qualità. L'arrivo di Dario Baccin come direttore generale del settore giovanile ha permesso di ottimizzare le risorse e rendere brillante un lavoro già pianificato da Rosario Argento.
E il cielo sopra il Palermo è tornato ad essere azzurro più che mai. Le ultime convocazioni con le rappresentative nazionali dell'attaccante classe '96 Accursio Bentivegna, capocannoniere nell'ultima edizione del Torneo di Viareggio e aggregato in prima squadra da un anno, dell'esterno sinistro di difesa classe '97, Giuseppe Pezzella, e del trequartista della Primavera classe '98, Simone Lo Faso, già protagonista agli Europei U17, rappresentano la speranza del presidente Maurizio Zamparini di lasciare ai posteri non solo un'ardua sentenza, ma soprattutto una società sana che si autofinanzi con centro sportivo e stadio all'avanguardia e con la valorizzazione di giovani italiani. Ancora meglio se palermitani come Bentivegna e Lo Faso. Ci vuole fantasia per scrivere una favola. Un campo verde, un pallone e il coraggio di gettare i giovani nella mischia per renderla a lieto fine.