Cristiano Ronaldo, il Re è nudo

Cristiano Ronaldo, il Re è nudo

Sa di non piacere a molti, ma non sembra interessargli: del resto, uno capace di guadagnare 79 milioni di dollari nel solo 2014, avrà altro a cui pensare. Stiamo parlando di Cristiano Ronaldo, il “divo” del calcio targato 2.0, quello che si consuma ormai più sui social e negli spot che sui giornali. In una intervista a Papel, supplemento del Mundo, dichiara di avere le idee nitide su cosa vuole fare da grande: “Voglio continuare a vivere da Re”. Chiamatelo scemo. Non vede quindi un orizzonte fatto di lavagne, tabelle luminose o quant'altro su cui appuntare schemi e costruzioni tattiche; non si vede, insomma, in tuta da allenatore o in giacca e cravatta da manager. Probabilmente, dice, continuerà ad occuparsi della sua linea d'abbigliamento: “Vorrei che il mio marchio possa continuare ad espandersi”.
Più giacche, schampoo e videogiochi quindi per CR7, da molti considerato il Grande Antipatico del calcio rispetto al più umile Messi, i due novelli Bartali & Coppi del calcio. Lungo tutta la sua carriera ha sempre ricevuto critiche per il suo atteggiamento arrogante e presuntuoso, e per un certo modo di giocare che sembra voler schernire sempre l'avversario. Al di là dei dribbling forzati o di qualche tunnel di troppo, CR7 ha comunque dimostrato di avere anche un cuore, donando spesso ingenti somme per bambini ammalati e per organi internazionali come la Croce Rossa.

Evidentemente questo non è bastato al “Re” per avere un po' di rispetto dai suoi detrattori: ma si sa, nessuno ama i sovrani, specie se sono di bell'aspetto, ricchi e famosi. Il Re è nudo, insomma, ma siamo sicuri che troverà gli abiti firmati (da sé stesso) per coprirsi.