Così lenti che anche DAZN sembrava in anticipo
Succede quando i tuoi avversari hanno la fame di chi ha digiunato per giorni, mentre tu sei così sazio da non voler nemmeno sederti a tavola.
Succede quando reggi i complimenti come un astemio regge la vodka polacca, quando due vittorie in fila ti sembrano un bottino soddisfacente, un punto di arrivo e non il minimo indispensabile per una squadra che si candida alla promozione.
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Così al “Rigamonti” di Brescia va in scena l’abbuffata delle rondinelle che per risvegliarsi non hanno aspettato la primavera ma il Palermo di Bruno Tedino, apparso - come i fantasmi - così lento che anche DAZN ieri sera sembrava in anticipo.
Lenti fisicamente e mentalmente, lenti nel metabolizzare il buon lavoro (a tratti buonissimo) svolto nelle due uscite precedenti, i rosa danno principio alla propria sconfitta subito dopo la prima ed unica occasione del primo tempo, quando pronti via Salvi va vicinissimo al gol che forse avrebbe cambiato il copione del match.
E invece il monologo bresciano, diretto e sceneggiato dal regista Eugenio Corini che ieri sera, accanto a Tedino, sembrava Kubrick al fianco di René Ferretti: il perpetuo movimento dentro l’area tecnica, quasi una smania, un tic necessario per trasmettere ai suoi il ritmo incessante dalla panchina al campo; e poi l’abilità tattica nell’inceppare ogni valvola di sfogo del gioco rosanero sin dall’uscita bassa del pallone.
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L’ha vinta Corini, alla lavagna e nello spogliatoio, se è vero com’è vero che il Brescia ha dato per 100 minuti la netta sensazione di voler vincere ad ogni costo, mentre dal Palermo provenivano pochi flebili segnali di resa. Del resto, a Brescia dicono che “en dó che la sesa la sé sbasä töcc i pasä”, dove la siepe si abbassa tutti passano, e Donnarumma e compagni sono passati volentieri, senza inciampare.
La convinzione, la voglia, l’intenzione: fattori che hanno fatto la differenza e si sono presto appalesati nelle prime sbavature difensive, che hanno toccato l’apice con la -insostenibile- leggerezza di Bellusci. Sarebbe altrimenti difficile dimostrare che il Palermo del “Rigamonti” sia la stessa squadra che ha liquidato il Perugia in scioltezza, una settimana dopo aver espugnato il caldissimo “Zaccheria” di Foggia; sarebbe impossibile, confrontando le prestazioni, dare una valutazione credibile del gruppo di Tedino e fissare l’obiettivo sulla scorta del rendimento registrato fin qui.
Redazione