Chievo, che sorpresa: salvezza in tasca
I veneti protagonisti di un torneo sorprendente. I punti deboli da sfruttare al Bentegodi? La difesa è lenta.
Anche quest’anno il Chievo ha confermato di essere una squadra in grado di fare il suo dovere, ovvero di salvarsi serenamente, e adesso si trova a metà classifica, senza particolari preoccupazioni. I gialloblu allenati da Rolando Maran, sviluppano il loro gioco offensivo in ampiezza, allargando sistematicamente il campo con i movimenti senza palla da parte di incursori e attaccanti. Uomini chiave (e uniche costanti) nel 4-3-1-2 del Chievo sono Valter Birsa, regista avanzato della squadra che agisce anche da finalizzatore (al netto di rigori calciati malissimo), e Lucas Castro, fedelissimo di Maran dai tempi di Catania, le cui scorrerie in fase offensiva spesso si son rivelate produttive. Occhio anche al tandem d’attacco, qualunque esso sia. Pur avendo perso il suo uomo d’area con la partenza di Paloschi, il Chievo ha a disposizione attaccanti che non danno punti di riferimento e che creano spazi costringendo spesso il centrale avversario ad accorciare. Per quanto riguarda la fase di non possesso i gialloblu, sono molto ordinati in fase di riposizionamento e difficilmente si fanno trovare scoperti, ma ciò non toglie che ci siano dei punti deboli, legati alla linea difensiva. I centrali difensivi a disposizione di Maran sono fisicamente forti, ma dal ritmo abbastanza compassato, mentre i terzini, unici giocatori esterni, devono difendere a tutto campo e il lavoro generoso di ripiegamento delle punte, non sempre è sufficiente. Occupare bene il campo e verticalizzare velocemente per prendere in controtempo la difesa avversaria può fare la differenza per strappare dal “Bentegodi” tre punti che per il Palermo sarebbero vitali.
Redazione