Zamparini, Cassano, Ferrero: triangolo e maionese impazzita

Alla fine tutti scontenti: Zamparini a mani vuote, Cassano fuori squadra e Ferrero con un peso (da pagare) sullo stomaco.

Zamparini, Cassano, Ferrero: triangolo e maionese impazzita

 

No, grazie, ha risposto Cassano al presidente del Palermo che l'aveva contattato per proporgli un trasferimento in maglia rosanero. Zamparini sperava che il fantasista accettasse, in virtù della sua posizione scomoda alla Sampdoria: Cassano è fuori rosa. Eppure ha detto no. Dopo Balotelli, la cui trattativa s'è fermata sullo scoglio economico, anche Cassano resta un'idea irrealizzabile. 

C’è rimasto malissimo anche Ferrero, presidente blucerchiato, che è andato giù duro contro Cassano dopo aver visto sfumare la possibilità di una rescissione di contratto che l’avrebbe liberato di un giocatore scomodo e non più gradito. “Cassano non fa più parte della Samp - ha detto a Radio CRC - ma rifiuta tutte le soluzioni… Si è comportato molto male con me… nel calcio la riconoscenza è un optional, si guarda solo ai soldi e si fanno guerre stupide. Cassano ha deciso di allenarsi da solo e fare la vittima sacrificale… E’ un bravo ragazzo, un bravo giocatore, perché non va a giocare? Non mi parla, non posso fargli queste domande… È come se facesse una ripicca alla Samp, ma chi ama la squadra non fa queste cose”.

Morale di questa storia che ha visto in campo, per un paio di ore, tre dei personaggi più "grintosi" e istrionici del calcio italiano: Zamparini voleva Cassano (un'operazione tutto sommato low cost) e non l'ha preso; Ferrero voleva regalare Cassano e gli è rimasto sullo stomaco. Cassano resta fuori squadra. Stasera nessuno dei tre può essere contento. Dal triangolo viene fuori la maionese impazzita. Che non piace a nessuno.

 

Nella foto di Pasquale Ponente, il presidente della Samp, Ferrero.