Brunori e la Nazionale. Non smettere mai di sognare
La Nazionale è il sogno di qualsiasi calciatore, perché rappresentare il proprio paese è una fortuna inestimabile e un orgoglio che difficilmente si può provare nella propria vita.
Matteo Brunori sembrava avere perso il treno, perché a 26 anni e con la difficoltà di trovare spazio perfino in Serie C appare logico farsi due conti e rivedere le proprie prospettive. È arrivata poi la chiamata di Palermo, un segno del destino, Brunori ha riscritto il suo futuro e ne ha costruito uno nuovo, pieno stavolta di speranza e sogni.
In Serie C sigla 29 reti, record personale, pertanto il club rosanero decide di acquisirne il cartellino e di fidarsi del suo numero 9 anche per la Serie B, dove Brunori non aveva mai impressionato - più per contesti sfavorevoli che per demeriti suoi. L'attaccante alterna alti e bassi, come tutti gli attaccanti in fondo, ma poi leggi la classifica cannonieri e ti accorgi che è sempre lì - in testa - anche in una categoria superiore.
Allora, non è mai troppo tardi per sognare. Mancini lo convoca per uno stage, che, si potrà dire, è soltanto uno stage. Eppure, in uno stage rivolto a giovani, che Brunori - difatti il più "anziano" del gruppo - sia stato convocato è un bel segnale.
Il centravanti rosanero ha risposto in questa due giorni di allenamento e partitella con movimenti in profondità, lavoro per la squadra e un gol sfiorato con un palo. Il CT della Nazionale - data anche la penuria di bomber azzurri - lo tiene in considerazione. Gli Europei del 2024 non sono forse più un miraggio, l'ultimo treno di Brunori deve ancora arrivare.
Redazione