Qui Sudtirol: con Valente più coraggio e meno speculazione

Qui Sudtirol: con Valente più coraggio e meno speculazione

Replicare l'entusiasmante stagione vissuta lo scorso anno con Bisoli in panchina sarebbe stato proibitivo per il Sudtirol, che però alla sua seconda partecipazione in serie B ha comunque disputato un campionato più che dignitoso, chiudendo alle soglie della zona Playoff, ora matematicamente irraggiungibile. La squadra altoatesina si è confermata virtuosa e solida realtà, destinata probabilmente a creare una duratura tradizione in serie B grazie ad una struttura societaria stabile, un direttore sportivo come Paolo Bravo abile e pragmatico e investimenti mirati sia sul piano tecnico sia sul piano delle strutture. Sulla panchina del Sudtirol non siede più Pierpaolo Bisoli, a conti fatti il miglior tecnico della breve storia del club, ma Federico Valente, promosso a dicembre dalla Primavera per risollevare la squadra da un periodo di crisi, reduce da 4 sconfitte consecutive prima del suo arrivo. Non sono mancati i risultati di prestigia in questa stagione per i bolzanini, vittoriosi a Marassi contro la Sampdoria, al Penzo di Venezia e allo Zini di Cremona, senza dimenticare la vittoria sui grigiorossi anche al ritorno al Druso.

In quanto a statistiche, la stagione del Sudtirol ha vissuto un generale equilibrio in ogni campo, senza un dato che spicchi più degli altri. 12 vittorie, 11 pareggi e 14 sconfitte, decimi per rendimento in casa, 11esimi in trasferta; la squadra, privata di alcuni pilastri protagonisti della cavalcata Playoff dell'anno scorso, come Zaro e Curto, ha perso la proverbiale solidità difensiva, subendo ben 16 reti in più della scorsa stagione (47 contro le 31 del 2022/23), riuscendo di contro a valorizzare il proprio reparto offensivo (46 gol, 11 in più dell'anno scorso); una squadra che senza stravolgere eccessivamente la propria identità ha comunque affrontato una stagione filosoficamente diversa rispetto alla precedente, con diversi risultati pirotecnici e qualche concessione in più dietro per offrire più spunti offensivi. Nella migliore delle ipotesi, vincendo stasera contro i rosa, il Sudtirol concluderà al nono posto in classifica, non potendo più raggiungere l'ottavo posto attualmente occupato dal Brescia, dopo lo stop per 2-2 in quel di Pisa domenica scorsa.

L'arrivo di Federico Valente inizialmente non ha comportato grossi accorgimenti tattici per i biancorossi, con il 4-4-2 lasciato come modulo di riferimento, nell'ambito di uno stile di gioco lineare, ma dinamico in base alle diverse situazioni di partita; con il passare delle settimane l'ex mister della Primavera del Sudtirol ha impreso la propria impronta, passando alla difesa a 3 e arrivando attualmente a un 3-5-2 / 3-4-1-2, che ha permesso maggiore propositività. Valente, come Mignani, non potrà contare su un discreto numero di indisponibili, tra cui troviamo elementi di rilievo quali Kurtic o lo storico capitano Fabian Tait. Con molta probabilità il Sudtirol schiererà Poluzzi tra i pali, la linea a tre con Giorgini, Cagnano e il veterano Andrea Masiello, Molina e Davi sugli esterni, con Arrigoni e Peeters a lavorare in mezzo al campo, e a concludere Casiraghi (capocannoniere della squadra con 16 marcature) e Mallamo ad agire dietro l'unica punta Odogwu.

Nella loro storia Sudtirol e Palermo si sono incrociate solo tre volte prima di stasera, in occasione degli scontri della scorsa stagione e la sfida d'andata di quella che oggi si concluderà. Il bilancio è in perfetto equilibrio, con gli altoatesini vittoriosi al Barbera a ottobre 2022, 0-1 con l'infortunio di Pigliacelli a propiziare la rete di Odogwu, poi il pareggio del Druso al ritorno, 1-1 con gol di Cissé e Soleri, e infine il successo in rimonta a inizio campionato del Palermo, con Ceccaroni e Aurelio nel finale a ribaltare l'iniziale vantaggio di Ciervo, per un 2-1 ricco di tensione agonistica.