Lo scorso gennaio, in un editoriale pubblicato su Repubblica, il giornalista Pippo Russo parlando del Palermo scriveva: "diventerà punto di passaggio di calciatori, un club “di sviluppo”, funzione per la quale anche la serie B può andare benissimo".Alla luce di quanto sta accadendo, gli abbiamo chiesto: c’è il rischio concreto che il Palermo possa realmente diventare una “squadra di transito”?«Secondo me lo è già nei fatti. C’è sempre un passaggio abbastanza costante di calciatori dei quali non si capisce l’utilità tecnica. Il Palermo è già rimasto scottato più di una volta dall’avere avuto a che fare con soggetti che effettuavano gli affari in forma di TPO: è stato al centro del “caso Pastore”, al centro del “caso Dybala”. Stiamo parlando di una Società che, in questi anni, non si è fatta veramente mancare niente nel rapporto con quel mondo che io chiamo “l’economia parallela del calcio globale”, cioè un’economia che fa transitare flussi di denaro nel mondo del calcio e questo denaro non serve a fare le fortune di una squadra, ma serve soltanto a produrre altro denaro, per poi portarlo fuori dal mondo del calcio. Il Palermo, purtroppo, in questi anni è stato al centro di molte di queste trame».L’ultima sconfitta in casa del Palermo, record assoluto nella sua storia, è maturata contro il Chievo, esempio virtuoso di gestione calcistica. Come si spiega, secondo lei, il perenne bilancio in rosso del Palermo e il gap maturato nei confronti di una squadra di provincia, pur avendo la Società Rosanero un bacino d’utenza superiore, introiti televisivi maggiori e avendo realizzato negli anni plusvalenze formidabili con le cessioni di giocatori come Amauri, Pastore, Cavani e Dybala, tanto per citarne qualcuno?«Intanto occorre dire che certe plusvalenze rimangono sulla carta. Bisogna sempre chiedersi quanta parte di quei denari siano effettivamente finiti nella casse della Società rosanero e quanta parte invece sia finita alle terze parti o agli intermediari. C’è un altro grande caso di scuola in Europa, che è quello del Porto, di cui si favoleggia che abbia ceduto calciatori, in 12 anni, per circa 800 milioni di euro e che poi, se si va guardare, quanta parte di quei denari è finita nelle casse del Porto, si scopre che, probabilmente, non più della metà di questi 800 milioni di euro è finita nelle casse del Porto. Quindi non stiamo mai a guardare soltanto alle plusvalenze, bisogna invece andare a vedere quanta parte del denaro effettivamente finisce nelle casse di un club.
Per quanto riguarda, invece, il gap attuale fra Chievo e Palermo, c’è da dire che, purtroppo, non basta avere un bacino d’utenza superiore o avere più diritti televisivi, il problema è come queste risorse vengono gestite e se la gestione viene fatta a beneficio dei successi della squadra e della Società. A me pare che in questa fase, ad essere generosi, il Palermo è stato gestito tecnicamente in maniera dissennata, e con questo non mi permetto di dire che sia stato gestito per interessi che poco hanno a che fare con il calcio, anche perché me ne dovrei assumere la responsabilità. Però i risultati di questa dissennatezza sono sotto gli occhi di tutti. Il Palermo è la squadra che rappresenta la 5ª città d’Italia e avrebbe tutto per essere una media potenza del calcio italiano, sta precipitando ingloriosamente in serie B, con un ruolino di marcia che si avvia a battere tutti i record negativi dei campionati a girone unico ed io ogni tanto penso, con grande ammirazione e grande senso di solidarietà, a questi tifosi che ad ogni partita in casa vedono passare squadre che vincono, otto sconfitte su otto partite in casa è già un record. E’ una cosa che fa piangere il cuore, a me da siciliano che continuo a tenere al Palermo, vedere una squadra ed una Piazza umiliati in questo modo, da una gestione così dissennata e piena di buchi neri e lati oscuri».I tifosi sperano che il Presidente Zamparini passi la mano e, come promesso innumerevoli volte, venda finalmente la Società. «Premesso che io a questa cordata dei cinesi non credo granché, così come non credevo agli Arabi e a tutte le altre cordate esotiche di cui si è parlato, penso che Zamparini dia a vedere che è in trattativa, ma che in realtà sia in grandissima difficoltà, perché in questo momento non credo che il Palermo sia una Società appetibile, poi spero comunque di essere smentito. Quello che mi sento di dire ai Tifosi è che bisogna sempre comunque sperare e non perdere mai la dignità. Sicuramente questa proprietà sta dando il peggio di sé e i tifosi dovrebbero cominciare a mobilitarsi, non soltanto per protestare, che è una legittima azione fino a che la protesta si mantiene entro i livelli della civiltà, li esorterei anche a cominciare a sperimentare delle forme di partecipazione, per vedere in che modo possano far sì che il Palermo diventi una cosa dei tifosi. Promuovere un’associazione dei tifosi sul modello dei “Supporters Trust” o delle forme di Azionariato Popolare. Questo è il momento in cui un’azione del genere può essere sperimentata e può essere condotta con qualche probabilità di successo. E’ nei momenti di grande delusione che l’importanza del tifoso, come promotore di una democrazia nel calcio può essere qualcosa di determinante. In questa fase c’è un grande sconforto, però ritengo che si devono trovare le energie per promuovere qualcosa di positivo per il Palermo e per Palermo».
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