Roberto Biffi ha trascorso diversi anni a stretto contatto con Giovanni Ferrara, che ricorda con grande affetto come figura centrale nella sua esperienza in rosanero, non solo come presidente, ma quasi come un padre. Scomparso il 25 marzo, all'età di 75 anni, Ferrara viene descritto come un dirigente esigente ma umano, capace di creare legami profondi anche fuori dal campo e considerato, col senno di poi, un precursore per idee e visione. Ecco alcune dichiarazioni dello storico capitano rosanero:
LA SOCIETA' DELL'EPOCA
"Il Palermo a livello economico non era forte come il Palermo attuale. Facevano grossi sforzi, a volte rimanevamo anche indietro con gli emolumenti, ma quello non era un problema perché poi saldava sempre tutto. Avrebbe fatto di tutto per fare godere i tifosi portando il Palermo in A. Era il suo obiettivo. Purtroppo nell'anno di Arcoleo, che secondo me era l'anno buono per riuscirci, non ce l'abbiamo fatta. Ci rimase molto male, non ha mai smesso di amare il Palermo".
UN PRESIDENTE LUNGIMIRANTE
"Era avanti, era una persona che purtroppo, lo dico con il cuore se avesse avuto possibilità economiche importanti, avrebbe fatto molto di più. Cercava di camminare sul filo del rasoio per non sforare, ma le idee le ha sempre avute, anche chiare e bene organizzate. Perdo una persona che ricordo con grandissimo affetto. Conosco bene la famiglia, mi volevano bene e gli sono vicino".
PALERMO IN SERIE A?
"Facendo i debiti scongiuri, perché sono scaramantico e preferisco non dirle apertamente queste cose, ho la certezza che il Palermo ci riuscirà quest'anno senza passare dai play-off. Sarebbe veramente bello per tutti, per quelli che sono stati nel Palermo e per quelli che lo amano come tifosi e dirigenti. Sarà una gioia irrefrenabile".
INZAGHI
"L'ho sentito al telefono all'inizio della stagione, gli ho fatto i complimenti per la scelta perché non era facile, lui aveva vinto il campionato con il Pisa, poteva permettersi anche altro, ma scegliendo Palermo ha dimostrato di essere un allenatore che ama il rischio, perché è bello se vinci, ma se non vinci a Palermo non ti resta un buon curriculum. Credo che lui avesse già in testa che Palermo fosse una scelta importante di vita. Penso espero che il Palermo di Pippo riesca veramente a raggiungere questo sogno per tutti, perché basta, per piacere, basta con la serie B"