«Mai parlato di scudetto, noi come Chievo ed Udinese»
Le risposte del patron rosanero ad alcune delle domande poste dai tifosi
Molti riconoscono l'inizio della crisi della gestione societaria del Palermo a partire dalla finale di Coppa Italia persa contro l'Inter.
L'estate successiva, infatti, furono ceduti tanti big e la stagione dopo il Palermo retrocesse. Eppure c'era chi in città metteva manifesti con scritto "È solo l'inizio". Cosa è successo dopo? Zamparini ha provato a spiegarlo ai tifosi che hanno posto la domanda:
"Io non ho mai messo nessun manifesto e non so chi li abbia messi (ride, ndr). E non lo pensavo. Pensavo invece che fosse un miracolo il fatto che con una buona squadra fossimo arrivati in finale. Sapevo già in quell’anno lì che c’era una grande crisi nel nostro paese. Il problema per me non era il Palermo, ma le mie aziende che vivono ancora un periodo di crisi perché l’Italia non è ancora uscita da quella crisi. È cambiato il mondo da allora e ripeto: il mio gruppo non è più nella condizione di mettere soldi per coprire le perdite. Sto cercando di gestire il Palermo al meglio in questa situazione. Situazione che c’è anche per qualche errore tecnico mio, specialmente gli allenatori. Scudetto? Mai fatte dichiarazioni su scudetti al Palermo, ero contento che il Palermo era dietro le grandi quando io pagavo 20 milioni l'anno per ripianare i debiti. Se vi ricordate la Uefa ci dava 0, a Istanbul ci andammo a giocare con la Primavera, Foschi mi disse che dovevamo concentrarci sul campionato. Il Palermo oggi è in quella fascia, per le entrate che ha, in cui può lottare solo con le squadre che hanno le stesse entrate: l’Udinese, che due anni fa è arrivata un punto dietro di noi e anche lei si è salvata all’ultima partita; con Chievo, con l’Empoli, insomma con le squadre che hanno il nostro stesso bilancio".
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E allora come mai squadre come il Chievo o l'Udinese riescono a mantenere la categoria?
"C'è una grande differenza: loro hanno il presidente sempre presente, Palermo no. Una squadra ha bisogno di un occhio dell'imprenditore, mi sono affidato ad alcune persona ma è difficile trovare gente competente. Spero che la nuova proprietà abbia un Galliani che sia sempre presente o come Marotta, che è un mio allievo"
Redazione