Italia, Baldini in conferenza: "I ragazzi sono meravigliosi. Il più bel ricordo sarà aver rappresentato il mio paese"

Italia, Baldini in conferenza: "I ragazzi sono meravigliosi. Il più bel ricordo sarà aver rappresentato il mio paese"

In vista del secondo impegno amichevole in programma in questo mese di giugno, il commissario tecnico ad interim della Nazionale Italiana Silvio Baldini ha affrontato diversi temi legati allo stato di salute del calcio italiano. Nel corso della conferenza stampa, il tecnico ha posto l'accento sull'importanza del lavoro quotidiano, evidenziando le differenze tra il calcio e altre discipline sportive, per poi soffermarsi sulle criticità del sistema giovanile italiano.

Ecco le sue parole:

ESPERIENZA

"Mi aspetto di vedere le stesse cose viste contro il Lussemburgo anche se la Grecia è un avversario più bravo. I ragazzi devono rimanere tranquilli, devono tirare fuori tutte le loro qualità tecniche. Questi sono dei ragazzi meravigliosi scherzano nel tempo libero, ma poi quando c’è da allenarsi vanno a mille. Il più bel ricordo sarà quello di aver rappresentato il mio Paese, una Nazionale che ha vinto quattro titoli Mondiali".

DIFFERENZE DI PREPARAZIONE

"Soprattutto nei settori giovanili, i ragazzi dedicano poche ore all’allenamento. Vi faccio due esempi: nell’ultima Olimpiade la Brignone dopo l’infortunio ha vinto due medaglie d’oro. Andate a vedere quante ore al giorno ha passato ad allenarsi per arrivare a quell’appuntamento e non sbagliarlo. Nel tennis andate a vedere quanto si allenano, quante ore dedicano alla preparazione fisica. Se i nostri calciatori si allenassero anche solo un terzo di quanto si allenano questi atleti sarebbero molto più forti. Questi ragazzi già se arrivano a due ore di allenamento al giorno è tanto. Che poi tra riscaldamento, pause del gioco, non c’è mai grande intensità".

MOVIMENTO CALCIO ITALIANO

"Abbiamo avuto un’involuzione, non ci siamo accorti che il nostro calcio andava incontro a dei problemi. Che non avevamo più un ricambio generazionale, non c’erano più giocatori bravi come prima. Non avendo capito questo, non abbiamo capito come intervenire per migliorare i nostri settori giovanili, che sono diventati una struttura più per fare business che per far crescere i nostri ragazzi da un punto di vista tecnico".