Il nuovo 'Renzo Barbera': iter, tempi e prospettive del progetto
Palermo sogna in grande: a inizio 2027 potrebbero avere inizio i lavori per il nuovo 'Renzo Barbera', nell'obiettivo di regalare alla città e alla tifoseria rosanero un impianto finalmente moderno e confortevole. Ne abbiamo parlato con il dottore in Architettura Yuri Brucia.
Ha voluto laurearsi con una tesi dal titolo “Favorita Connection”, incentrata sulla riqualificazione complessiva dell’area della Favorita – inclusi gli impianti sportivi come lo Stadio Renzo Barbera, lo Stadio delle Palme, l’Ippodromo, la Piscina Comunale e l’area del tennis. Il dottor Brucia è da tempo interessato alla questione legata all'ammodernamento degli stadi di calcio, con un'attenzione particolare all'esperienza del tifoso.
Abbiamo piacevolmente conversato con lui, chiedendogli di tutto sul progetto del nuovo stadio Renzo Barbera: dallo studio di architettura incaricato (Populous), ai passaggi burocratici e ai tempi da rispettare, fino ad arrivare ad altri aspetti di grande interesse legati all’impianto.
Ecco cosa ci ha raccontato.
LO STUDIO POPULOUS
«Parliamo dello studio più importante al mondo in questo ambito, soprattutto per una questione di curriculum. Si occupano principalmente di impiantistica sportiva, ma nel tempo hanno avuto una grande evoluzione nell’architettura degli stadi.
I loro progetti presentano caratteristiche comuni: favoriscono l’esperienza della tifoseria più calda, in particolare attraverso la soluzione della curva a un solo anello. È stato fatto per lo stadio del Tottenham e lo sarà anche per quello della Roma.
Per il Renzo Barbera si è parlato proprio di una curva a un solo anello, ma al momento si tratta soltanto di un’indiscrezione. Populous ha già lavorato con il City Football Group: è in corso un progetto per il New York City FC, da ultimare entro il 2026/27, e sta collaborando anche con il Manchester City per l’ampliamento dell’Etihad Stadium».
POSSIBILI CRITICITÀ DEL PROGETTO
«Le criticità sono riconducibili quasi esclusivamente al rapporto con il Comune. Dal 2021, grazie a una serie di integrazioni normative, la legge che regola la costruzione e la ristrutturazione degli stadi ha notevolmente snellito l’iter, accorpando diversi passaggi.
Ad oggi, entro un anno dall’accordo tra Comune e club, si può arrivare all’inizio dei lavori. Va ricordato, inoltre, che in vista degli Europei del 2032 si sta cercando di accelerare ulteriormente questi processi».
LE VARIE FASI DEL PROGETTO
Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP)
«Il Palermo, entro l’inizio di dicembre, dovrebbe aver presentato il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP), nel quale vengono proposte al Comune le soluzioni ritenute più valide. È chiaro che il club abbia interesse a proporne una in particolare.
Lo scopo è individuare il miglior equilibrio tra costi e benefici. Il Comune dovrebbe quindi aver indetto una conferenza di servizi preliminare un tavolo di confronto tra tutti i soggetti coinvolti.
Dopo eventuali correzioni, si dovrebbe arrivare all’approvazione della pubblica utilità del progetto. La conferenza di servizi preliminare dovrebbe concludersi entro l’inizio di febbraio».
Progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE)
«Da febbraio a fine aprile si passerebbe al Progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE), un documento estremamente corposo che contiene tutto ciò che è necessario per la realizzazione dell’impianto: urbanistica, architettura, studi geologici e ambientali, oltre alle valutazioni economiche.
È l’unica vera fase progettuale tra l’avvio dell’iter e l’approvazione del progetto, e deve necessariamente includere ogni dettaglio.
Il PFTE definisce anche le modalità di realizzazione. A Bergamo, ad esempio, si è deciso di chiudere un settore alla volta continuando a giocare nello stadio; a Torino, invece, la squadra si è trasferita temporaneamente al Comunale.
A Palermo l’ipotesi più plausibile è quella di lavorare settore per settore: sarebbe difficile immaginare un trasferimento in un altro impianto cittadino, come il Velodromo, o addirittura fuori città. Anche il tetto agli abbonamenti fissato a inizio anno potrebbe essere stato propedeutico a una futura riallocazione dei tifosi nei settori non interessati dai lavori».
General Contractor, progetto esecutivo e avvio dei lavori
«Una volta presentato il PFTE, tra metà maggio e metà luglio si dovrebbe tenere la conferenza di servizi decisoria, che stabilirà se autorizzare o meno l’opera.
Con l’approvazione del PFTE si può già procedere alla gara per l’affidamento dei lavori. Entro la fine di agosto verrebbe quindi nominato il General Contractor, ovvero l’azienda incaricata della costruzione.
A quel punto, i progettisti (Populous), insieme al General Contractor e al club, andranno a stilare il progetto esecutivo, cosa che richiederà alcuni mesi prima dell’apertura effettiva del cantiere.
Ecco perché appariva singolare che l’opposizione chiedesse il progetto esecutivo già mesi fa: questo documento arriva solo dopo il completamento di tutti questi passaggi. Un progetto preliminare esiste già, ma non si può pretendere uno stadio definito nei minimi dettagli prima di aver concluso l’iter».
L’IMPORTANZA DEI TEMPI BUROCRATICI E POLITICI
«È fondamentale che tutte le fasi burocratiche e politiche rispettino il cronoprogramma. Se il PFTE verrà approvato entro metà luglio, il progetto potrà essere automaticamente proposto alla FIGC per Euro 2032 entro la fine dello stesso mese.
In caso contrario, i tempi si allungherebbero inevitabilmente. Non sarebbe comunque un problema se, una volta approvato il progetto, l’avvio del cantiere slittasse di qualche settimana: iniziare a febbraio 2027 anziché a gennaio non cambierebbe sostanzialmente il quadro».
TEMPI DI COSTRUZIONE
«Verosimilmente, qualora il progetto venisse approvato e inserito dalla FIGC tra i cinque stadi di Euro 2032, il nuovo Renzo Barbera potrebbe essere completato tra il 2031 e il 2032.
Non sarebbe la prima volta che opere legate a grandi eventi – come nel caso delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina – vengano ultimate a ridosso dell’evento stesso.
Con l’inizio dei lavori nel 2027, si potrebbe impiegare circa un anno per ogni settore: quattro anni complessivi, ai quali andrebbero sommati eventuali ritardi, con conclusione dei lavori proprio nel 2032».
LA CONCESSIONE DELLO STADIO
«Il Palermo, in quanto promotore privato, deve ovviamente guardare alla propria convenienza economica. Il vero ritorno dell’investimento nella riqualificazione del Renzo Barbera sarebbe una concessione a lunghissimo termine da parte del Comune.
Per questo motivo, negli ultimi tempi se ne parla meno: la questione della concessione è strettamente legata all’approvazione del progetto».
COME POTREBBE ESSERE IL NUOVO “RENZO BARBERA”
«Al momento non possiamo sapere con precisione come sarà il nuovo stadio. Alcuni dettagli potrebbero già essere filtrati, ma tutto sarà chiaro solo dopo l’approvazione del PFTE.
Dal punto di vista logico, è lecito aspettarsi una copertura totale di tutti i settori: tutti gli stadi moderni, compresi quelli progettati da Populous, sono completamente coperti. Pensare il contrario sarebbe anacronistico».