Un Palermo amorfo, sbiadito, privo di ritmo e inventiva cade per la prima volta in campionato, al cospetto di un Catanzaro ordinato e decisamente più pimpante. I rosanero faticano a sviluppare situazioni realmente pericolose, e si affidano alla confusione delle mischie in area generate dai cross sulla trequarti. Prestazioni negative di quasi la totalità dei protagonisti in campo, da Peda ad Augello, da Palumbo a Ranocchia. Si salvano uno Joronen reattivo e un Diakité fisicamente prestante, oltre ai subentrati Bereszynski e Vasic. Battuta d'arresto amara per la squadra di Inzaghi, che scivola al quarto posto e martedì non potrà permettersi passi falsi nella sfida del Barbera contro il Monza.
JORONEN 6.5: L'ultimo periodo è stato decisamente più movimentato rispetto agli inizi per il portiere finlandese, che per buona parte del primo tempo presidia l'area di rigore senza particolari brividi; poi improvvisamente il Palermo si sbilancia, e il numero 66 si ritrova nel giro di pochi minuti a sospirare di sollievo per un destro e un colpo di testa di Iemmello di poco a lato, a doversi opporre in qualche modo a Pontisso lanciato a rete, che lo centra in pieno, e infine ad essere beffato senza colpe da Cissé allo scadere. Nel secondo tempo evita alla squadra di capitolare definitivamente, quando devia con un ottimo riflesso un altro tentativo di Iemmello. Il Palermo stasera ha balbettato, fortunatamente tra i pali non manca la prontezza.
PIEROZZI 5.5: Il giallo probabilmente ingiusto rimediato dopo neanche 10 minuti lo condiziona inevitabilmente, rendendolo nervoso e poco incisivo. Dalle sue parti circola una vera spina nel fianco come Cissé, perciò l'esigenza di restare guardingo e pressante gli impedisce di sganciarsi come potrebbe. Rischia la seconda ammonizione sgomitando in un duello aereo e, come da copione, viene sostituito all'intervallo.
PEDA 4: Prima nota stonata nel suo comunque promettente avvio di stagione. Appare spaesato, confuso, approssimativo, e le sbavature si susseguono. Cicca l'intervento sul pallone offrendo un'occasione ghiotta a Iemmello, poi si fa beffare dalla sponda dello stesso numero 9 che manda in porta Pontisso; nell'azione del gol compartecipa alla mischia furibonda in area tentando inutilmente un intervento in scivolata. Nella ripresa si ripresenta impreciso e vulnerabile, soffrendo maledettamente Iemmello, che in un'occasione lo manda a vuoto col controllo per poi concludere verso la porta.
CECCARONI 5: Si trova più di una volta a condurre la prima fase di impostazione, ma non trasmette brio alla manovra, né si dimostra particolarmente attivo negli inserimenti. Difensivamente non viene troppo sollecitato, ma risulta spesso impreciso nel ripulire i palloni che transitano nella sua zona.
DIAKITÉ 6.5: Indiscutibilmente il più attivo, volitivo e intraprendente della scialba serata rosanero. Gode di una forma eccellente, che per il suo stile fisico e frizzante è la componente essenziale; infatti le sue discese a passo spedito creano superiorità e spiragli interessanti. Affronta con caparbietà uno sgusciante Cissé, riuscendo a limitarne la pericolosità. Il Palermo sembra scarico e compassato, e in questo momento non può privarsi dell'apporto del maliano.
SEGRE 5: La sua prova non è totalmente negativa. Lo spirito di sacrificio come di consueto non gli manca, la corsa è continua anche se spesso a vuoto, e gli inserimenti lo portano in un paio di circostanze a concludere verso la porta, come quando a inizio ripresa scambia rapidamente con Palumbo e sottoporta non c'entra lo specchio (anche per una deviazione non ravvisata). Nel mucchio da cui poi scaturisce il gol avversario si arresta improvvisamente anziché liberare la zona come avrebbe potuto fare.
RANOCCHIA 4: Dovrebbe impostare, dettare tempi e misure dei movimenti ai compagni, incidere con le sue qualità tecniche e balistiche. In realtà al Ceravolo si presenta una versione annacquata e imprecisa del Ranocchia incoraggiante delle prime di campionato. Spesso è persino Palumbo ad arretrare per farsi carico della regia, mentre lui gestisce innumerevoli palloni negli ultimi 30 metri senza produrre nulla di rilevante. Un paio di tentativi verso la porta dal limite hanno esito raccapricciante, in totale contrasto con le sue note doti balistiche.
AUGELLO 5: Uno scatto in profondità premiato da Palumbo e concluso con un discreto traversone e un cross affilato per la testa di Pohjanpalo. Si racchiude in queste uniche due giocate il contributo del laterale mancino alla causa rosanero a Catanzaro. Spento, avulso dalla manovra alla quale di solito partecipa attivamente, si limita all'essenziale senza osare come potrebbe. Forse anche per risparmiarlo in vista di martedì, Inzaghi lo sostituisce insolitamente prima della mezz'ora del secondo tempo.
LE DOUARON 5: Particolarmente scomoda la serata del francese, che dal canto suo fa poco per rendersela piacevole. Nulla da segnalare di significativo, contende qualche pallone vagante sulla trequarti, ma manca nel lavoro di sponda e aggressione della profondità che in trasferta solitamente lo aveva messo in luce. Imbambolato e poco deciso nell'azione caotica del vantaggio giallorosso.
PALUMBO 4.5: Si spartisce spesso con Ranocchia i compiti di regia, abbassandosi di parecchi metri per ricevere e ispirare lo sviluppo, senza riuscirci praticamente mai. Tenta di essere costantemente presente dalle parti del pallone e ne gestisce parecchi, ma le illuminazioni sono esigue. Prevedibile, talvolta lezioso, confeziona solo qualche spunto interessante come quello che a inizio ripresa manda in porta Segre.
POHJANPALO 5.5: Il bomber finlandese riceve come spesso capita un numero risicato di palloni giocabili fronte porta, e trascorre la maggior parte del tempo in pressing sul primo possesso avversario e in duello fisico coi difensori. Nella ripresa gli capitano due chance invitanti: sul cross di Augello impatta forse troppo bene e non riesce ad angolare la traiettoria, mentre sul corner di Palumbo, a Pigliacelli battuto, non trova un'adeguata coordinazione e schiaccia verso la porta da pochi passi senza trovare lo specchio.
BERESZYŃSKI 6: Ingresso positivo del difensore polacco, che ha l'intera ripresa per riscattarsi dopo il mezzo disastro contro il Modena. Mobilità decisamente migliorata, dialoga con Diakité coprendogli spesso le spalle quando il maliano si sgancia verso il fondo. La sensazione è che a condizione pienamente acquisita potrà essere un valore aggiunto.
BRUNORI 5: Il numero 9 subentra in una fase di gara in cui il Palermo, seppur accampato nella metacampo avversaria, fatica dannatamente a produrre un gioco fluido. Alla fine i palloni nella sua disponibilità si contano con mezza mano, e i suoi movimenti senza palla non vengono mai premiati dal portatore di palla.
VASIC 6: Entra in campo con un atteggiamento determinato, con la grinta che spesso gli è mancata. Non si distingue per iniziative brillanti, ma non spreca un solo pallone che si trova a gestire. E in una serata densa di imperfezioni e leggerezze questo basta a fargli guadagnare la sufficienza.
CORONA 6: La sua fisicità gli consente di creare scompiglio nella confusione finale. Tenta di sporcare qualche cross per generare una deviazione fortunata, e costringe al raddoppio di marcatura la difesa avversaria nel tentativo di contenerlo. Presente, attivo, piacevolmente propositivo.
GOMES S.V.: Tenta qualche sortita in incursione, ma gli spazi sono serrati e non ha il tempo materiale per incidere.