Nel freddo una tempesta di sabbia rosa
Dicembre 2007, l'armata di Guidolin espugna Bergamo. Il terzo gol di Amauri con un contropiede perfetto.
Farà freddo per il Palermo domenica a Bergamo e la coperta è corta. Faceva freddo pure il 16 dicembre 2007, ma quello era un Palermo che accendeva la passione e scaldava i nostri cuori.
Sedicesima giornata: l’armata di Guidolin espugna l’Atleti Azzurri d’Italia con una prova emblematica dell’approccio alle gare imbastito dallo stratega veneto. Un 3-1 senza appelli. Già al 13’ Cavani realizza di testa su cross di Zaccardo, poi al 34’ Langella, pressato da Biava, infila la propria porta toccando col gomito. Ma è al 53’ che rimani a bocca aperta. Non è contropiede, non è ripartenza: è annichilimento. Quando recupera palla, quel Palermo non si affida a predicatori nel deserto: è una tempesta di sabbia. Guana recupera in scivolata, Amauri parte da ala sinistra, il ventaglio si allarga e poi stringe: sembra la battaglia di Canne. Arretri e arretri e poi all’improvviso scatti in avanti a partire dalle ali chiudendo l’avversario in una morsa fatale. L’azione dura 15 secondi; la chiude Amauri sul taglio di Zaccardo in versione tornante, ma in area orobica ci sono pure Miccoli, Cavani e Caserta. Il nostro Annibale guarda compiaciuto dalla panchina.
Tattiche belliche applicate al calcio? Niente di strano.
Non diceva Churchill che “gli italiani vanno alla guerra come fosse una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come fosse la guerra”?
Redazione