Quaison, che rebus
Alberto Porcaro
Leggi Palermo e fai presto a dire Vazquez e Gilardino. Ma tra gli uomini di Iachini c'è un nome che resta in sordina, quello di Quaison. Campione d'Europa con l'under 21 svedese, lui che di svedese ha proprio nulla; non è biondo e non ha occhi chiari, anzi tutt’altro perché di padre ghanese. Nato a Stoccolma ventuno anni fa, a Palermo arrivò con l’etichetta di “giocatore di prospettiva”. Aspettò solo sette partite per mettersi in evidenza. Lo fece a Firenze, segnando i primi due gol in A. Nella scorsa stagione è stato una mina vagante. Ma il suo ruolo ancora oggi è un'incognita.
La prima idea fu di provarlo come sostituto di Vazquez, ma visti i problemi di Barreto, Iachini lo sperimentò nel ruolo di centrocampista di contenimento. Ma non finì qui: società e allenatore, certi del talento del ragazzo e consapevoli delle doti di scattista, decisero di provarlo come fluidificante di destra dopo l'infortunio di Morganella. La stellina svedese concluse il campionato con due gol, diciannove partite e tre ruoli. Non male per un debuttante.
Il buon Beppe, iniziata la nuova stagione, non ha tardato a rifilargli l'ennesimo nuovo ruolo. Prima di campionato contro il Genoa, Quaison punta, vicina a Vasquez, disputando l'intera partita. Facendo un passo indietro, contro l'Avellino, in Coppa, Quaison è entrato al 51' e dopo dieci minuti ha siglato il gol della vittoria. Sarà un caso, ma quando parte dalla panchina, qualsiasi ruolo sia, la mette dentro. E se giocasse titolare? Dove? Non si sa. Sarà Iachini a decidere, ma lo svedesino rosanero merita un posto di primo piano, magari valorizzandolo in un ruolo che gli sarà maggiormente congeniale. Quale?
Nella foto di Pasquale Ponente, Quaison segna contro l'Avellino.
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Redazione