Palermo, la Serie A è ancora lì
Un risultato che, anche grazie al pareggio del Monza con la Reggiana, tiene ancora vive le speranze per la promozione diretta nei rosanero
Il pareggio con la Juve Stabia e la ferita di Monza raccontano una squadra che ha ancora i mezzi per restare in alto, ma che sembra aver iniziato a vedere la Serie A più lontana di quanto dica la classifica.
Il Palermo interrompe al “Renzo Barbera” la striscia di nove vittorie consecutive in casa pareggiando 2-2 contro la Juve Stabia. Un risultato che lascia inevitabilmente amaro in bocca, ma che racconta qualcosa di più profondo del semplice andamento di una partita.
La classifica continua a dire che la promozione diretta è ancora possibile: il distacco non è incolmabile, il campionato non è finito e il Palermo ha dimostrato più volte di avere i mezzi per restare agganciato alle prime posizioni.
La matematica non ha ancora pronunciato alcuna sentenza.
Eppure la sensazione che arriva dal campo è diversa.
Il problema del Palermo oggi non è la classifica. È la percezione del traguardo.
La partita contro la Juve Stabia comincia come molte altre gare dei rosanero: ritmo controllato, possesso palla, studio dell’avversario. Poi, all’11’, arriva l’episodio che cambia tutto: il rigore trasformato da Leone porta in vantaggio le Vespe e costringe i rosanero a una partita che probabilmente non si aspettavano di dover giocare.
Da quel momento, la squadra di mister Inzaghi tiene il pallone ma fatica a trovare soluzioni. La Juve Stabia difende il vantaggio con ordine e densità, chiudendo gli spazi e obbligando i Rosanero a una manovra lenta e prevedibile. I numeri del primo tempo raccontano bene la situazione: 0.43 xG prodotti dal Palermo contro gli 0.84 degli ospiti. Il Palermo cerca di fare la partita, ma fatica a trovare soluzioni. I passaggi si moltiplicano, gli spazi non si aprono e alla lunga la sensazione è quella di una squadra che prova a costruire senza riuscire davvero a incidere.
La partita cambia nella ripresa. Inzaghi inserisce Le Douaron al posto di Bereszynski, ridisegnando il Palermo con un assetto più offensivo e fluido che disorienta le marcature della Juve Stabia. L’effetto è immediato: al 61’ Pohjanpalo pareggia su rigore e, quattro minuti dopo, Bani completa la rimonta. In pochi minuti il Palermo ribalta la gara e sembra aver ritrovato la convinzione che era mancata nel primo tempo.
Ma proprio in una fase così delicata del campionato, contro una squadra che non vince da settimane e che si trova con il fiato del Cesena sul collo, è inevitabile aspettarsi una reazione. E infatti le Vespe non si arrendono, continuano a crederci e al 73’ trovano il pareggio con Mosti, riportando la partita in equilibrio.
Un episodio che, da solo, non basta a spiegare la sensazione lasciata da questa gara.
Perché il punto non è tanto il modo in cui è arrivato il 2-2, ma il momento in cui questa partita si inserisce dentro la stagione del Palermo.
Solo pochi giorni fa, all’U-Power Stadium, i Rosanero avevano giocato una partita che poteva cambiare gli equilibri del campionato. Una sfida diretta, la possibilità concreta di agganciare il Monza, la sensazione che la rincorsa alla promozione potesse passare anche da lì.
Una partita affrontata con convinzione ed energia, ma persa contro una squadra più cinica, con individualità di altissimo livello e una profondità di rosa capace di fare la differenza.
Una sconfitta di quelle che pesano non solo per il risultato, ma anche per le domande che si lasciano dietro.
La tifoseria, al ritorno della squadra in città, ha mandato un segnale forte: centinaia di persone allo stadio, cori e vicinanza, come a ricordare ai giocatori che non è ancora il momento di mollare, che la stagione non è affatto finita.
Eppure la sensazione che arriva oggi è quella di una squadra che, dopo quella partita, sembra aver iniziato a vedere la Serie A più lontana di quanto la classifica dica davvero.
Nel calcio, come nella vita, spesso si arriva dove si pensa di poter arrivare.
Il Palermo ha dimostrato più volte di avere i mezzi per restare in alto.
Adesso deve convincersene davvero.
Redazione