Palermo, dice bene Inzaghi. Certe partite prima di tutto non devi perderle
Avresti potuto vincerla, è vero, eppure a Cesena avresti anche potuto perderla. Sul contropiede che ha portato Shpendi a tu per tu con Joronen vi è stato uno spartiacque della partita: sotto 2-0 recuperare sarebbe stato più che complicato. Il Palermo non avrebbe certo meritato di trovarsi eventualmente in doppio svantaggio, ma è uno sport fatto di episodi e come tali bisogna accettarli.
Dalla grande parata di Klinsmann su Le Douaron al gol di Blesa per il vantaggio dei padroni di casa, dall'errore di Shpendi alla traversa di Pohjanpalo e il gol di Bani. Il Palermo ha avuto il possesso per la prima mezz'ora e dal 50' in poi, eppure nel momento di offuscamento di inizio secondo tempo la squadra di Inzaghi ha visto quasi sfuggirsi di mano il match.
E allora, a quel punto, se la partita si è indirizzata su certi binari, è quantomeno fondamentale portare a casa il punto per tante ragioni: mantenere l'imbattibilità, evitare i contraccolpi tipici di una sconfitta, più concretamente anche portare a casa quel punto che a fine campionato potrebbe fare la differenza e, trattandosi di uno scontro diretto, impedire all'avversario di prendere slancio in termini di morale e classifica. In più, certe gare in trasferta sanno essere più rognose ed è lì che il punto acquista valore. Pensiamo anche che la formazione bianconera, ben allenata da Mignani, è forte nel suo 11 di partenza ed è nel suo miglior momento di forma e di certo affrontarla non è stata una cosa semplice.
Tante volte, lo scorso anno, il Palermo si è ritrovato a perdere delle gare che sembrava potesse vincere (basti ricordare la doppia sfida col Cittadella: da 6 punti fattibili a 0 effettivi). Alla fine, tutti quei punti gettati alle ortiche, sommati fra loro, hanno fatto - in negativo - la differenza e tutte quelle sconfitte hanno generato malessere, che ha portato ad altri risultati negativi in una terribile spirale. In pratica, lo scorso anno si sono contate perfino 14 sconfitte, più di 1 ogni 3 gare, tantissime per potere competere a certi livelli. Quest'anno, Inzaghi ha già promesso il cambio di rotta: crederci fino alla fine, ma mai smarrire la propria natura. Regalare punti e fiducia alle altre non può portare da nessuna parte.