GdS - Palermo, i pareggi macchiano la striscia utile

GdS - Palermo, i pareggi macchiano la striscia utile

Un buon ritmo, ma non ancora sufficiente per sostenere una corsa credibile verso la promozione diretta. Se l’obiettivo del Palermo è evitare la fuga di Frosinone e Venezia, tenendo sotto controllo anche il Monza terzo, diventa indispensabile aumentare la concretezza e ridurre drasticamente i punti persi per strada. La striscia di nove risultati utili consecutivi rappresenta un dato positivo, così come la miglior difesa della Serie B e il +11 rispetto alla scorsa stagione dopo 21 giornate, ma nella competizione con le rivali dirette i rosanero stanno pagando un rendimento meno efficiente nella capacità di tradurre le prestazioni in vittorie.

In questo quadro, la trasferta di Bari assume il valore di un vero banco di prova: un mancato successo, accompagnato da eventuali vittorie delle concorrenti, renderebbe il distacco dalla promozione diretta, attualmente di sei punti, molto più complicato da recuperare. Il divario creato dalle prime due in classifica rispetto al Palermo è legato soprattutto all’eccessivo numero di pareggi della squadra di Inzaghi. Gli 8 segni X in 21 partite, pari al 38%, rappresentano il terzo dato più alto del campionato, dietro solo a Südtirol (10) e Juve Stabia (9), ma soprattutto il più alto tra le prime sei della classifica. Il pareggio di Modena è stato il terzo consecutivo in trasferta, dopo quelli con Avellino e Mantova: al Braglia ha prevalso l’equilibrio, ma le vittorie contemporanee di Frosinone, Venezia e Monza hanno lasciato ai rosanero e ai tremila tifosi al seguito la sensazione di un’occasione mancata, anche alla luce di una produzione offensiva ancora una volta limitata.

Le nove gare senza sconfitte, con cinque vittorie e quattro pareggi e un totale di 19 punti conquistati, rappresenterebbero un bilancio più che positivo per una squadra con ambizioni di vertice. Il problema, però, è che nello stesso arco temporale le dirette concorrenti hanno fatto meglio: 23 punti per il Frosinone e addirittura 25 per il Venezia. Il Monza invece, con 14 punti nelle ultime nove partite, ha avuto un rendimento inferiore a quello del Palermo, ma il terzo posto, allo stato attuale, sarebbe una consolazione parziale, perché significherebbe giocarsi l’accesso alla Serie A affidandosi l’incertezza dei play-off.

I prossimi impegni, a partire da quello del San Nicola, serviranno a misurare in modo concreto sia lo stato di salute della squadra sia la reale dimensione delle ambizioni rosanero. Nella stagione 2022/23, ad esempio, la qualificazione ai play-off sfumò proprio a causa dell’eccessivo numero di pareggi. Oggi gli obiettivi sono diversi, ma finché la corsa al vertice resta aperta non è possibile accontentarsi. La città vive con entusiasmo il ritorno di una squadra competitiva ad alto livello, ma persiste la percezione che manchi sempre qualcosa per competere stabilmente con le primissime della classe. I tre pareggi esterni consecutivi, pur accompagnati da un rendimento interno immacolato, hanno rafforzato questo senso di incompiutezza. Toccherà a Inzaghi individuare le soluzioni, sia sul piano tattico sia su quello motivazionale, per colmare questo divario.

Un anno fa, dopo 21 giornate, il Sassuolo capolista aveva già 16 punti di vantaggio sulla Cremonese quarta, la quale aveva accumulato un distacco di 13 punti anche rispetto al Pisa di Inzaghi, secondo in classifica. Uno scenario che già al giro di boa aveva di fatto già condannato i grigiorossi ai Playoff, vinti poi da quarti in classifica. Oggi la distanza tra il Palermo quarto e la vetta occupata dal Frosinone è di appena sette punti: da un lato diventa fondamentale evitare che questo margine si ampli, cercando il massimo risultato in ogni partita indipendentemente dall’avversario, dall’altro sarà necessario che Frosinone, Venezia e Monza lascino per strada qualche punto, creando le condizioni per una possibile rimonta della squadra di Inzaghi.