Cremonese-Palermo 4-5 (d.c.r), le pagelle: difesa di ferro, Bani è già leader
Il Palermo taglia il nastro della stagione 2025/26 togliendosi la soddisfazione del passaggio del turno di Coppa Italia, superando la Cremonese in un scontro combattuto, interpretato con organizzazione, sacrificio e personalità, fino all'impeccabile e vincente lotteria dei calci di rigore. Prestazione positiva per gli uomini di Inzaghi, tolta qualche sbavatura. In grande spolvero i nuovi arrivati, con Bani e Augello dominanti, Ranocchia e Le Douaron un po' contratti invece. Ecco le nostre pagelle:
BARDI 6.5: L'infortunio improvviso di Gomis e l'assenza di un altro innesto dal mercato hanno anticipato i tempi del suo esordio in rosanero, ma l'esperienza di cui è dotato gli ha permesso di non soffrire minimamente una possibile ansia da prestazione. Pur senza essere sollecitato particolarmente da una Cremonese abbastanza spenta, governa la difesa con personalità e agguanta i palloni vaganti in area dimostrando prontezza e senso della posizione. Sale in cattedra durante i calci di rigore, neutralizzando il penalty decisivo battuto da Johnsen e spedendo il Palermo ai Sedicesimi.
PEDA 6: Assolutamente rinvigorito dai 6 mesi di prestito a Castellammare, torna in rosanero con un'intraprendenza da calciatore navigato, e Inzaghi lo premia schierandolo dal primo minuto per fargli acquisire sicurezza. Si disimpegna con ordine, collaborando bene coi compagni di reparto, ma al 40esimo un duro scontro con Pezzella manda fuori uso il suo ginocchio. Tenta di stringere i denti, ma è costretto ad abbandonare anzitempo il campo.
BANI 7: Autorevole, imperioso, pulito. Dopo aver rinunciato alla Serie A pur di approdare in rosanero, mette subito in chiaro quanto stretta gli starà la serie cadetta. Si impone come leader del reparto aggredendo ogni pallone con un apprezzabile misto di tecnica e mestiere, e contiene comodamente le timide iniziative avversarie.
CECCARONI 6+: Meno propositivo rispetto alle abitudini dello scorso anno, ma nella sua catena agisce un Augello che spinge per due. Prestazione attenta, disinvolta, presidia la sua zona senza farsi cogliere impreparato. Nell'identità che Inzaghi sta cucendo addosso alla squadra sarà senza dubbio uno dei perni fondamentali. Calcia e trasforma con brivido un rigore non impeccabile nella lotteria finale.
PIEROZZI 6: Sempre molto presente sulla corsia destra, in entrambe le fasi, cercando di proporsi e di essere attivo nonostante il Palermo preferisca sviluppare sulla fascia opposta. Non si distingue particolarmente, ma si dimostra affidabile e disciplinato, specie in quelle circostanze in cui la Cremonese tenta di sorprendere la difesa rosanero sull'esterno.
SEGRE 6.5: Un instancabile motorino che ringhia e sprinta senza risparmiarsi. Mette in campo una condizione fisica eccellente, oltre a uno spirito da trascinatore, confacente al suo ruolo di veterano della squadra. Tenta qualcuno dei suoi tipici inserimenti, e in generale supporta entrambe le fasi di gioco con vigore.
RANOCCHIA 5.5: Si percepisce una scottatura derivante dalla passata stagione, e pur mettendo buona volontà risulta ancora impaurito e spaesato. Si limita a giocate essenziali, senza tentare di sterzare la sua serata in maniera significativa. Deve scrollarsi di dosso questa tensione che evidentemente lo frena, perché abbinando le sue doti tecniche alla mentalità inzaghiana potrebbe davvero spadroneggiare.
AUGELLO 7: Un altro passo, un altro tocco, un'altra categoria. Al Palermo da anni mancava un laterale che potesse seriamente spostare gli equilibri e se n'è assicurato uno che direttamente li determina. Percorre chilometri su chilometri risultando non solo una spina nel fianco avversario in fase offensiva, ma anche fastidioso e scomodo in copertura. I rosa operano soprattutto sulla corsia mancina, e non è una casualità, perchè la continua ricerca della giocata qualitativa, nella corsa o nell'esecuzione tecnica, può creare pericoli da un momento all'altro. Un mancino da trequartista, e non sorprende che si presenti dal dischetto spiazzando Audero senza battere ciglio.
GYASI 6.5: Non sarà educatissimo col pallone tra i piedi, ma non si ferma un momento. Cerca ripetutamente di prendere l'iniziativa, e il primo tiro in porta della serata è opera sua. Schierato da trequartista, in una posizione che ricorda i suoi trascorsi spezzini, non risulta sempre pulito nelle giocate, ma il suo dinamismo è un fattore di rilievo anche per velocizzare l'uscita dalla trequarti rosanero.
LE DOUARON 5.5: Non è una serata semplice per il francese, che tenta più di un guizzo, venendo però regolarmente spento da Bianchetti. Si fa apprezzare per l'animo volenteroso, per il sacrificio con cui mette fisico e gamba tra contrasti e sportellate, ma non incide come ci si aspettava.
POHJANPALO 6: Non è ancora al massimo della condizione atletica, ma il processo è comunque in una fase avanzata. Gli manca quella brillantezza per avventarsi con prepotenza in anticipo sui palloni, specie quelli che transitano in area di rigore, ma non compie una singola giocata che sia banale o superflua. Tratta il pallone con abilità, e le sue sponde sono un concentrato di precisione ed efficacia. Appena avrà acquisito un certo ritmo tornerà il bomber devastante che abbiamo imparato a conoscere.
SUBENTRATI:
DIAKITE' 6: Circostanze sfortunate per il suo ingresso, perché l'abbandono forzato del campo da parte di Peda non è una notizia confortante. Il maliano però non dispiace, anzi è aggressivo al punto giusto e diligente. Questa ritrovata sicurezza gli permette di sganciarsi e guadagnare qualche metro con iniziative personali apprezzabili. Nonostante qualche carenza tecnica, se gestito strategicamente potrà rappresentare una risorsa da non sottovalutare.
BRUNORI 6: Il Capitano entra con vivacità, gestisce i suoi soliti palloni con giudizio e qualità, manca forse nella giocata brillante. Avrebbe l'opportunità di mettere in porta Le Douaron, ma sorprendentemente manca di precisione nel cambio gioco. Inaugura la serie dei calci di rigore lasciando impietrito Audero sulla linea di porta.
PALUMBO 6: Netti miglioramenti di condizione, fa intravedere una proprietà tecnica che già era nota, ma che potrebbe diventare la chiave del gioco rosanero. Qualche sprazzo di qualità, come nell'imbucata a occhi chiusi che mette in porta Brunori, anche se in posizione irregolare. Realizza centralmente il secondo rigore della serie.
CORONA 6: Il ragazzo cresce a vista d'occhio. Il fisico strutturato gli permette di disimpegnarsi in duelli con difensori esperti uscendone a testa alta; letteralmente, perchè ha sempre una visione chiara e panoramica, che gli consente di smistare palloni utili, come la sventagliata fulminea alla ricerca di Pierozzi sul lato opposto. L'intuizione di Inzaghi, che lo ha voluto trattenere e pare abbia avuto ragione. Con sicurezza spiazza Audero dal dischetto, con un piattone secco e grintoso.
BLIN 6: Entra in un momento delicato, dove bisogna arginare la freschezza dei subentrati avversari e gestire la mediana con precisione. Svolge il compito come di consueto, con discrezione ed efficienza.
Andrea Bosco