All'Olimpico una missione possibile

La Lazio ha problemi: la difesa che prende molti gol e l'ansia da prestazione dopo le tre sconfitte di fila, derby compreso.

All'Olimpico una missione possibile

La Lazio ha mantenuto intatta la struttura di squadra dell'ottima stagione scorsa, ma questo non è bastato per mantenere lo stesso grado di competitività. A pesare sia il fatto di non aver apportato migliorie significative (particolare pagato anche nel preliminare di Champions), sia l'aumento spietato del livello della concorrenza.
Reduce da tre sconfitte consecutive, in dodici giornate la compagine biancoceleste ha dimostrato di non conoscere la mezza misura, alternando ai buoni contenuti visti l'anno scorso, momenti di blackout totale che spesso si son tradotti in sconfitte ampie e clamorose, palesando una massiccia discontinuità.
I problemi principali nel reparto difensivo, dove l'infortunio di De Vrij ha costretto Pioli ad affidarsi al tandem Gentiletti-Mauricio, spesso protagonista in negativo. Il primo paga lo scotto fisico di un crociato rotto in età non verdissima, con una reattività ridotta, il secondo è tanto esplosivo quanto indisciplinato e tatticamente ingestibile.
Un altro problema non di poco conto è legato alla punta centrale. Klose e Djordjevic (l'anno scorso mattatore al Barbera) tecnicamente non si discutono, ma pesano i problemi fisici e Matri non sembra il terminale congeniale al gioco della Lazio.
Sfida tra squadre in difficoltà. Se da un lato affrontare in trasferta un avversario che ha buoni valori tecnici e vuole rilanciarsi può sembrare proibitivo, dall'altro c'è comunque la possibilità di sfruttare le evidenti lacune laziali, specie quelle difensive, decisamente rilevanti. Fare risultato all'Olimpico resta difficile, ma non impossibile.

Gilardino esulta dopo il gol al Chievo (foto Pasquale Ponente).